Monica's profileLA VERITA' SULLA PSICHIA...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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November 20 ADHD La situazione in ItaliaL’anno zero dell’ADHD in Italia è il 2003, in netto ritardo rispetto agli USA e a molti altri paesi anche europei. Diversi sono i passi che portano al concretizzarsi delle pressioni delle lobby e all’avviamento del grosso macchinario pubblico per lo screening, la diagnosi e la “cura” dell’ADHD che non ha ancora raggiunto il suo pieno regime.
La data da libro scolastico è il 10 Maggio 2003, giorno in cui viene sottoscritto a Cagliari da numerosi esperti del settore della psichiatria, della farmacologia e della pediatria un documento (Consensus) che segna il riconoscimento dell’ADHD a livello nazionale. La relazione finale, “Indicazioni e strategie terapeutiche per i bambini e gli adolescenti con disturbo da deficit attentivo e iperattività”, contiene le linee guida di quello che è l’approccio attuale alla materia in Italia: l’ADHD è un disturbo neuropsichiatrico che va curato con un approccio vario che prevede trattamenti psicologici e/o farmacologici. I trattamenti psicologici (o psicoeducativi), sono in linea di massima preferibili per le forme lievi, e costituiscono l’unica forma di intervento per ora ufficialmente autorizzata per i bambini in età prescolare (fino ai 5/6 anni).
Si legge però nel Consensus: “Sebbene la più ampia gamma di possibili interventi sia auspicabile, la mancata disponibilità di interventi psico-educativi intensivi giustifica l'inizio della terapia farmacologica, quando appropriata”. In poche parole l’utilizzo di psicofarmaci, per bambini al di sopra dei 6 anni, è il metodo di cura “preferito” dallo stato, almeno quando il soggetto non sia affetto da altre patologie particolari (glaucoma, cardiopatie, ipertiroidismo) che sconsigliano l’uso di metilfenidato. I farmaci, quindi, rischiano di diventare la “scorciatoia”, la via più facile per sopperire all’assenza di strutture per il sostegno psico-educativo continuativo e, in generale, per ottenere risultati facili.
Il questionario da somministrare ai genitori e agli insegnanti è il primo passo prima della visita nel centro specialistico, almeno uno per regione, che può perfezionare la diagnosi e concordare poi con i genitori, che debbono firmare in caso di assenso una liberatoria (consenso “informato”) che contiene fra le altre cose alcuni dei possibili effetti collaterali. Se negli USA è sufficiente il questionario per la diagnosi e ogni medico può fare la ricetta per il Ritalin, in Italia questo potere sarà rilasciato per ora quindi soltanto agli istituti specializzati, ma probabilmente è solo questione di tempo: anche negli USA, man mano che il Ritalin entrava nelle abitudini e nel vissuto delle famiglie, i criteri di diagnosi si andavano semplificando e le pressioni andavano aumentando.
Anche il bambino, secondo il documento, deve essere informato della terapia in rapporto alle sua capacità di comprensione della materia (!?). La pillola prescritta in Italia ha una durata che va dalle 4 alle 6 ore, e sono quindi necessarie più somministrazioni al giorno da sospendere, preferibilmente, nei periodi di vacanza scolastica e nei giorni festivi. Durante la terapia sono previste visite periodiche ai centri specializzati e la facoltà di interrompere la terapia. Secondo il documento, inoltre, la percentuale di successo della cura da Metilfenidato (Ritalin) sarebbe dei due terzi dei casi.
Tutto sta nel capire cosa si intende per “successo”: come già detto il bambino non “guarisce” perché non si agisce sulle cause biologiche, che non sono identificate, ma soltanto sui sintomi sedando il bambino che diventerà silenzioso e sottomesso, senza che tra l’altro che i risultati scolastici migliorino necessariamente (grazie al farmaco). Una volta interrotto il trattamento, tralasciando i problemi di astinenza, il comportamento del bambino tenderà a tornare quello di prima.
Per sostenere sul campo il riconoscimento dell’ADHD si stanno già tenendo conferenze e corsi rivolti a genitori, psicologi e insegnanti, promossi dalle associazioni di genitori di bambini affetti da ADHD (AIFA, AIDAI), sulla falsa riga di quello che è successo in America dove fu la lobby dei genitori, finanziata in quel caso dalle case farmaceutiche che producono lo psicofarmaco Ritalin, a diffondere il riconoscimento dell’ADHD. Un apposito registro nazionale, atto a monitorare i bambini affetti da ADHD, è stato istituito nel 2003 ed ha iniziato ad essere attivo quando il Metilfenidato è stato introdotto, dopo la declassificazione nella tabella delle sostanze psicotrope, sul mercato italiano dall’associazione italiana farmaci. Il Ritalin era stato messo fuori legge in Italia, nel 1989, perché utilizzato proprio come sostanza stupefacente o come dimagrante.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità sono già 700.000 i bambini che soffrono in Italia di disagi psichici: forse troppi per poter essere seguiti singolarmente con metodi non invasivi e radicali.
Gli screening per riconoscere l’ADHD continuano, nelle scuole, e numerosi centri specializzati in diagnosi e cura (elenco consultabile sul sito dell’AIFA- 4) sono già attivi. Questo il documento di Consenso Informato che viene sottoposto ai genitori, vera e propria liberatoria per l’inizio delle terapie con psicofarmaci che in America coinvolgono, lo ricordiamo, ben 11 milioni di bambini e che dovrebbero “curare”, in teoria (proiezioni Istituto Superiore di Sanità), almeno il 5% della popolazione fra i 6 e i 18 anni (5).
Per chi sottovaluti il problema ricordiamo che esso è più che mai concreto: negli USA il 4% della popolazione totale è sottoposto a cure per ADHD con psicofarmaci, e pare che la diagnosi investirà, entro i prossimi anni, fino al 20% della popolazione fra i 6 e i 18 anni. November 13 Effetti collaterali del Metilfenidato (RITALIN)Infarto, allucinazioni, piattezza emotiva: Effetti collaterali del Metilfenidato
Tutti gli organismi che riconoscono l’esistenza dell’ADHD affermano che la terapia farmacologica va evitata per i casi più lievi. Di fatto, però, il ricorso al Ritalin è la soluzione meno impegnativa e, secondo i maligni, l’unica che veramente interessa agli “inventori” dell’ADHD. I profitti delle aziende farmaceutiche, in vertiginosa crescita, sono il primo indicatore utile per riconoscere chi ha veramente guadagnato dal riconoscimento della sindrome.
Il farmaco usato più comunemente è il Ritalin Metilfenidato prodotto da un colosso svizzero. Il Ritalin discende direttamente da alcune anfetamine in voga tra la comunità hippy nordamericana negli anni ’70 ed è stato considerato fino al 2003 in Italia sostanza illegale assimilabile alle droghe, tabella I (con l’eroina per intenderci), tanto da risultare illegale. Lo stesso si può dire per la DEA, dipartimento antidroga americano, che considera il Metilfenidato come droga (come tale, vista l’attuale diffusione, è utilizzata in molti campus oltreoceano ancora oggi).
«Io ho conosciuto il Ritalin per la prima volta nel 1966 a San Francisco, dove svolgevo ricerche in preparazione di un libro sul movimento psichedelico o hippie. –racconta in un suo libro un ricercatore, Tom Wolfe- A volte li vedevi completamente immersi in un delirio totale da Ritalin. Non un gesto, non un'occhiata: potevano essere assorti in qualsiasi cosa - un tombino, le rughe del palmo delle proprie mani - per un tempo indefinito, saltando un pasto via l'altro, fino all'insonnia più totale... puro nirvana da metilfenidato».
Il Metilfenidato è in verità uno stimolante ma viene utilizzato per sedare i bambini perché è oggetto a un effetto paradossale per il quale, se usato in determinate quantità (grandi, almeno per il fisico di un giovane tra i 6 e i 18 anni), passa dal risultare eccitante al risultare calmante. Il Metilfenidato tende a causare dipendenza e sono documentati casi di bambini, negli USA, che chiedevano ai medici scolastici somministrazioni di quantità sempre maggiori. Diversi studi hanno messo in relazione l’utilizzo di Metilfenidato con la tendenza al suicidio e con la tossicodipendenza in età adulta; in generale l’assunzione di 3 o 4 pillole al giorno fin dalla tenera età non è altro che un addestramento all’uso di sostanze stupefacenti ma anche la tendenza all’abuso di farmaci e psicofarmaci.
Un capitolo a parte sarebbe da dedicare alle controindicazioni. Il Ritalin è stato indicato come concausa nella morte di alcuni bambini in America, ma al di là di questo la lista degli effetti collaterali fa rabbrividire, specie se si pensa che questo farmaco viene somministrato per una malattia che secondo molti autorevoli esperti non esiste nemmeno come tale. Alcuni degli effetti collaterali sono indicati, in Italia, sia nel foglietto illustrativo del Ritalin (1), sia nel modulo di consenso informato dell’Istituto Superiore di Sanità (2), sia nel documento di Consensus che ha dato il via libera, nel 2003, al riconoscimento dell’ADHD (3).
Questo un elenco più esaustivo delle controindicazioni del Metilfenidato, sostanza bandita dal Comitato Olimpico Internazionale, elencate da Peter Bruggin (Direttore del Centro di Studi Internazionale di Psichiatria e Psicologia, IPSS), uno dei massimi esperti di psichiatria infantile:
Funzioni Cardiovascolari: Palpitazioni - Tachicardia - Ipertensione - Aritmia cardiaca - Dolori al petto - Arresto cardiaco
Non sappiamo cosa possa portare un genitore a somministrare a suo figlio prodotti con un simile biglietto da visita. Smarrimento, sgomento e disinformazione, prima di tutto, insieme a fiducia in chi propone questi prodotti e all’amore per i propri figli che rischia di rendere ciechi. Fatto sta che in America, per quanto questo possa sembrare assurdo, sono milioni i bambini che sono stati drogati con questo prodotto che, lo ricordiamo, è acquistabile con apposita ricetta anche in Italia.
Una considerazione generale: il ricorso a psicofarmaci pesanti come quelli indicati per il trattamento dell’ADHD conferma la tendenza moderna di eccessiva sufficienza nell’utilizzo di farmaci e di psicofarmaci, causata in generale sia dai ritmi di vita moderni che non permettono più troppi tempi per relax, riposo e naturale recupero delle energie ma che richiedono allo stesso tempo una costante efficienza, sia all’abbassamento della soglia di sopportazione del dolore e della sofferenza, sia al massiccio marketing che investe i farmaci e simili, al centro di uno dei business più ghiotti, considerati oramai un prodotto di consumo piuttosto che un rimedio estremo. Si spiegano così i 400 ricoveri al giorno per intossicazioni da farmaci (solo in Italia), le numerosi morti e tutte le patologie (allergie e patologie più o meno misteriose) che possono avere a che fare con l’assunzione di dosaggi inusuali di sostanze.
L’efficacia della cura con Ritalin è, secondo i critici, irrisoria e trascurabile: il bambino starà sì più calmo e più tranquillo, ma i suoi risultati probabilmente non miglioreranno più di tanto e, una volta finita la terapia, il bambino ricomincerà daccapo ad esprimere la sua irrisolta irrequietezza. Il Ritalin (con Ritalin designamo, in questo caso e in altri, gli psicofarmaci utilizzati in generale per la cura dell’ADHD), alla luce di questi dati, si configura unicamente come un sedativo, una droga per di più potenzialmente letale (specie se va a interferire con patologie preesistenti nel paziente, o se viene utilizzato in dosaggi non consoni all’organismo del bambino).
Così scriveva la NIMH, National Institute of Mental Health, nel 1999: «gli stimolanti sopprimono i sintomi della sindrome ADHD ma non la curano in se. Come risultato i bambini affetti da ADHD devono venire spesso trattati con altri psicofarmaci per molti degli anni successivi alla cura».
Questa è la storia di Matthew Smith, piccolo malato di ADHD morto nel 2000 a 14 anni, tratta da un elenco di morti sospette di bambini dovute a psicofarmaci. «A Matthew piaceva andare in bicicletta, giocare a softball e aveva una passione particolare per la costruzione di fortini. Secondo suo padre, Lawrence: "I guai per Matthew iniziarono quando l'assistente sociale della sua scuola cominciò a chiamarci per degli incontri, lamentandosi del fatto che Matthew si "agitava" e che "si distraeva facilmente". Ai genitori venne detto che Matthew soffriva di ADHD. "L'assistente sociale ci disse che se non prendevamo in considerazione l'idea di somministrare farmaci a nostro figlio, potevamo essere accusati di negligenza nei confronti dei suoi bisogni educativi ed emotivi". Dopo che ai signori Smith fu detto che lo stimolante era sicuro ed efficace, cedettero alla pressione ed acconsentirono alla "cura". Il 21 marzo 2000, mentre giocava con lo skate-board, Matthew morì per un attacco cardiaco. Aveva 14 anni. Il medico legale determinò che il cuore di Matthew presentava chiari segni di piccoli danni ai vasi sanguigni causati da una sostanza stimolante di tipo anfetaminico e concluse che la morte era stata causata dall'uso prolungato dello stimolante che gli era stato prescritto. "Se non avessimo ricevuto pressioni dal sistema scolastico, Matthew, oggi, sarebbe ancora vivo" - racconta il padre - "A questo punto non posso più tornare indietro e cambiare le cose. Prego Dio, comunque, che la mia storia tocchi il cuore e le menti di molte famiglie, così che siano in grado di prendere una decisione ragionata".» November 12 Cos’è l’ADHDI. Cos’è l’ADHD
ADHD significa Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, tradotto in italiano in “Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività”.
Vediamo ora le differenti interpretazioni di coloro che appoggiano la “visione ufficiale” dei sostenitori dell’esistenza dell’ADHD come malattia e di coloro che invece la criticano, lasciando i commenti e gli approfondimenti a dopo.
Secondo il Manuale Diagnostico dell’Associazione Americana degli Psichiatri, innanzi tutto, l’ADHD è un disturbo neuropsichiatrico caratterizzato da due gruppi di sintomi definibili come inattenzione e impulsività/iperattività.
Secondo quanto affermato da “coloro che sostengono l’esistenza dell’ADHD” (in questo caso l’AIFA, Associazione Italiana Familiari ADHD, parente della simile associazione americana CHADD –per i legami e le lunghe mani dell’industria farmaceutica) «l'ADHD con il suo variegato quadro di disturbi associati non è la semplice vivacità o la distrazione peraltro tipica nei bambini ma un vero e proprio disturbo che impedisce a chi ne è affetto di selezionare gli stimoli ambientali, di pianificare le proprie azioni e controllare i propri impulsi» (http://www.aifa.it).
«Il Disturbo da deficit d'attenzione ed iperattività (ADHD) –scrive sempre l’AIFA sul suo sito- è uno dei disturbi neuropsichiatrici più frequenti ad esordio in età evolutiva, caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che compromette numerose tappe dello sviluppo e dell'integrazione sociale dei bambini. Si tratta di un disturbo eterogeneo e complesso, multifattoriale che nel 70-80% dei casi coesiste con un altro o altri disturbi, fattore che aggrava la sintomatologia rendendo complessa sia la diagnosi sia la terapia».
L’ADHD sarebbe causata dal concorso tra più fattori tra i quali: Fattori genetici (biologici), morfologici cerebrali, prenatali e perinatali, traumatici, ambientali.
L’ADHD colpirebbe oggi circa il 5% della popolazione scolastica americana (potenzialmente fino al 20%); in Francia il 12% dei bambini inizierebbe ad assumere psicofarmaci di vario tipo all’inizio della scuola primaria. Le diagnosi, comunque, sono aumentate negli anni di pari passo con l’ampliamento dei casi di somministrazione di Ritalin e altri farmaci ai bambini affetti e di pari passo con l’aumento degli screening finanziati dalle multinazionali del farmaco.
Assolutamente differente l’opinione di chi sostiene che l’ADHD non è una malattia da curare con potenti psicofarmaci sedativi, che in molti casi nega direttamente l’esistenza stessa dell’ADHD come sindrome. Parleremo poi anche dei metodi di diagnosi e del farmaco usato in modo da comprendere appieno il motivato scetticismo del nutrito e autorevole fronte dei “dissidenti”.
Quello che i “dissidenti” fanno notare prima di tutto è l’assenza di prove scientifiche, l’assenza di un metodo serio di diagnosi basato su evidenze oggettive e l’utilizzo di psicofarmaci. L’ADHD, quindi, non sarebbe una malattia neurobiologica da curare con farmaci ma, più semplicemente, un termine astratto che unisce disagi, sofferenze, esuberanza, estro, creatività, intelligenza, carenza di attenzione.
«Alcuni hanno affermato che l'ADHD è "un vero e proprio disturbo di natura neurobiologica", ma non vi è alcuna prova scientifica di tale natura neurobiologica. –si legge sul sito della campagna Giù le mani dai bambini che raccoglie, in Italia, le voci critiche- Le prove biologiche consistono di test oggettivi e ripetibili che associano reciprocamente una qualche alterazione comportamentale a precise alterazioni organiche rilevabili attraverso esami (sul sangue, urine, TAC, etc.). Nulla di ciò esiste in relazione all'ADHD. Alcune presunte prove si sono poi mostrate falsificate in partenza da errori (inconsapevoli?) nella conduzione della sperimentazione. Gli enormi interessi finanziari che stanno dietro l'ADHD e la sua "diffusione", possono indurre ricercatori e altri individui verso atteggiamenti ben poco scientifici. Per dimostrare che l'ADHD è un vero disturbo biologico, dovrebbero esserci rilievi anatomo-patologici inequivocabili, correlati alla sintomatologia, ma se ciò fosse realmente provato non sarebbe più necessario fare domande ed osservare il comportamento del soggetto per perfezionare la diagnosi: ci sarebbe un preciso test di carattere biologico, che invece non esiste. Nella scienza prima si prova qualcosa e poi lo si afferma, non il contrario; altrimenti restiamo nel campo delle opinioni».
Secondo lo studioso Paul Elliot, "..Il quoziente di intelligenza medio di persone affette da ADHD è in media più alto delle persone comuni... I malati di ADHD hanno grande creatività intesa non solo in senso artistico (musica pittura etc.), ma anche come genialità nell'affrontare e risolvere problemi e situazioni. I malati di ADHD hanno inoltre strutture cerebrali sensoriali più sviluppate. In poche parole percepiscono suoni, immagini, gusti, odori e sensazioni tattili in misura maggiore, e questo le rende facilmente distraibili. Più si sale nei punteggi del Quoziente di Intelligenza, più si incontrano malati di ADHD, anzi, oltre 160 di IQ, sono tutti malati di ADHD. Se questo è un guaio, un danno del cervello, come vorremmo esserne tutti affetti! Insomma, non è un disagio o un danno, e prima ce ne accorgiamo, prima sapremo adottare approcci corretti verso questa situazione!…". I bambini etichettati come malati di ADHD e sedati sarebbero talvolta semplicemente bambini che provano scarso interesse per certe attività, come quelle scolastiche, e che invece hanno grandi capacità di concentrazione in altre, come l’utilizzo di videogiochi, nelle quali si vedono più coinvolti.
Sarebbero stati etichettati come malati di ADHD, e quindi resi “inoffensivi” con psicofarmaci, tra gli altri, bambini che sarebbero poi diventati orgogli dell'umanità come Einstain, Beethoven, Rachmaninov, Churchill, Hemingway, Lincoln, Kennedy, Picasso, Leonardo Da Vinci, Newton, Pasteur, Faraday, Spielberg, Galileo Galilei...
L’esuberanza e la difficoltà di sottoporre a regole e routine i bambini sono questioni antiche come il mondo, e non vogliamo certo negare l’oggettiva esistenza di disagi e di difficoltà che vedono come prime vittime i bambini stessi e che fanno parte in linea di principio della natura stessa della crescita. I “critici”, piuttosto, negano l’esistenza dell’ADHD come malattia mentale diagnosticabile, vista l’assenza di evidenze scientifiche, e negano soprattutto le cure farmacologiche previste, affermando che quella che viene identificata come malattia è invece un qualcosa di perfettamente naturale, controllabile e correggibile con la pedagogia, l’attenzione, l’affetto, la psicologia, la comprensione delle esigenze del bambino. Secoli di pedagogia, di disagi e di incomprensioni sono stati racchiusi, con il riconoscimento dell’ADHD avvenuto in Italia nel 2003, in una pasticca che, a dispetto delle gravi controindicazioni, pare non avere nemmeno l’efficacia sperata ma solo gravi controindicazioni. August 25 ADHD: SCOPERTE COLLUSIONI TRA CHI HA SVILUPPATO "LA MALATTIA" E LE CASE FARMACEUTICHEJoseph Biederman è il primario di psicofarmacologia pediatrica alla Haward Medical School e professore universitario. Egli è tra coloro che hanno coniato il termine ADHD vendendolo con successo ai medici ed ai legislatori americani. Egli è anche tra coloro che hanno coniato il termine "Disturbo bipolare pediatrico".
Grazie quindi a questo personaggio l'ADHD si è diffuso come un'epidemia nel mondo ed attualmente 20.000.000 di bambini sono etichettati con una quanche forma di disturbo mentale e assumono psicofarmaci anfetaminici. Si è scoperto che faceva esperimenti sui bambini, mentendo spudoratamente agli investigatori del Senato degli Stati Uniti D'America. Egli ha incassato 1.6 milioni di dollari dai produttori di psicofarmaci per consulenze che avevano lo scopo di favorire la somministrazione di questi farmaci letali ai bambini. Il Boston Globe nel suo articolo dice che egli usava i bambini come cavie per esperimenti, mentre il St. Petersburg Times scrive: "la corruzione dell'industria farmaceutica nella ricerca medica ha raggiunto un nuovo minimo. Così il Chicago Tribune, il Wall Street Journal, La Pravda, The money times of India riportano tutti come l'ex Dio dei "cambiamenti d'umore dei bambini" sia ora finito completamente al tappeto. L'Italia grazie ai soliti noti, sta seguendo pedissequamente le teorie di tali individui e immancabilmente si scopre che dietro ci sono luridi interessi economici fatti a spese dei più deboli: i bambini. February 13 DISTURBO DA DEFICIT DELL’ATTENZIONE E IPERATTIVITÀCOMUNICATO STAMPA Tavola rotonda sul tema ADHD DISTURBO DA DEFICIT DELL’ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ I LATI OSCURI DI UNA “NUOVA” MALATTIA CURATA CON LA Presso la Sala Filarmonica di Rovereto, giovedì 21 febbraio 2008 alle ore 20,30
Giovedì 21 febbraio si terrà una tavola rotonda per informare i cittadini sul tema dell’iperattività, degli screening nelle scuole e sull’indagine “La Testa Altrove” promossa e autorizzata nelle scuole della Vallagarina. Nella tavola rotonda verranno trattati gli aspetti medici, culturali e sociali di questo fenomeno. Inoltre verrà trattato anche l’aspetto giuridico. I genitori, gli insegnanti, gli operatori, i politici e i cittadini avranno modo di comprendere appieno la questione e sapere quello che sta accadendo. Questo convegno sta riscuotendo molto interesse e saranno presenti vari rappresentanti politici, tra i quali: i consiglieri provinciali Giorgio Viganò, Giuseppe Parolari e la consigliera circoscrizionale di Rovereto Mara Dalzocchio, che hanno già confermato la loro presenza. Ma ci sono altri politici che hanno manifestato interesse e saranno presenti compatibilmente con i loro impegni. Inoltre molti genitori si sono attivati e stanno distribuendo volantini; si prevede una grande partecipazione. È stata scelta una sala molto grande proprio per accogliere tutte le persone interessate. Cordialmente. Paolo Roat CCDU ONLUS Sezione di Trento Sito nazionale: www.ccdu.org
Allegato: Volantino del convegno. ROVERETO GIOVEDÌ 21 FEBBRAIO 2008 ORE 20.30 - SALA FILARMONICA
TAVOLA ROTONDA SUL TEMA ADHD Disturbo da deficit I LATI OSCURI DI UNA “NUOVA” MALATTIA
INTERVENGONO Dott. Roberto Elia Cestari Medico e presidente Nazionale CCDU O.n.l.u.s. Avv. Andrea di Francia Chairman distrettuale Kiwanis INTERNATIONAL, Osservatorio diritti dell’infanzia Dott. Piergiorgio Plotegher Medico e Consigliere Comunale di Rovereto Dott. Roberto bombarda Consigliere Provinciale Dott. Luca Poma Portavoce nazionale campagna “Giù le mani dai bambini”
COORDINA Prof. Cristano de Eccher Consigliere Provinciale
LA CITTADINANZA È CORTESEMENTE INVITATA A PARTECIPARE
GRUPPO CONSIGLIARE DI ALLEANZA NAZIONALE LO SAPEVI CHE…? ● I bambini che frequentano le scuole elementari della Vallagarina, a partire da quest’anno verranno sottoposti a screening, cioè a un test generalizzato, per l’individuazione di soggetti “malati” di Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD)? ● Gli psicofarmaci prescritti ai bambini hanno effetti collaterali dannosi! Il Ritalin (che appartiene alla famiglia delle anfetamine…) era stato ritirato dal mercato nel 1989 perché ritenuto tossico e dava dipendenza, mentre lo Strattera negli USA è stato messo in relazione con un altissimo numero di suicidi nei bambini. Perchè queste informazioni non vengono rese note a tutti i genitori? ● Negli ultimi due anni in Gran Bretagna la prescrizione medica di psicofarmaci a bambini è aumentata del 9200%, mentre in Germania è aumentata del 800%. Ora sta iniziando anche in Italia. A chi conviene tutto ciò? Non certo ai bambini… ● Nessuno nega che esistano bambini con problemi di varia natura e genere; un bambino iperattivo e distratto può essere disattento per centinaia di motivi differenti. I comportamenti, anche problematici, sono manifestazioni di svariati problemi, non malattie. IN PROVINCIA DI TRENTO IL CONSIGLIERE CRISTANO DE ECCHER (AN), HA PRESENTATO UNA PROPOSTA DI LEGGE PER VIETARE QUESTI TEST PSICHIATRICI NELLE SCUOLE E PER REGOLAMENTARE LA SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI AI BAMBINI SOLO SULLA BASE DI UN VERO CONSENSO INFORMATO E CONSAPEVOLE DEI GENITORI.
PARTECIPA AL CONVEGNO!!!
Sala Filarmonica di Rovereto - Giovedì 21 febbraio 2008 ore 20,30 Per altre informazioni contatta il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ccdutrento@tiscali.it www.ccdutrento.org 0461 532434 February 05 Possibili rischi con i farmaci per l'iperattivitàSecondo alcune segnalazioni, dei farmaci come il Ritalin e Adderall, utilizzati in terapie per trattare i disordini del Disturbo da Deficit dell'Attenzione e l'iperattività (ADHD), potrebbero essere altamente pericolosi per la salute provocando addirittura casi di morte improvvisa, attacchi cardiaci e altre complicazioni. L'allarme, lanciato da Peter Gross, direttore della Medicina interna all'Hackensack University Medical Center in New Jersey, è stato accolto dalla Food and Drug Administration. La FDA ha comunque evidenziato che non bisogna creare degli allarmismi prematuri e che gli effetti pericolosi riscontrati su alcuni pazienti dovranno essere analizzati con nuove ricerche. Secondo gli esperti bisognerebbe abbinare a questi tipi di farmaci delle informazioni aggiuntive, bisognerebbe inoltre fornire un'informazione più approfondita a quei medici che potrebbero trovarsi nella situazione di prescrivere questi medicinali. Se i medici sono a conoscenza dei possibili problemi che potrebbero causare, porranno maggiore attenzione alle conseguenze che si avrebbero con una determinata prescrizione. La FDA ha comunicato che le analisi relative a questi farmaci sono iniziate già da qualche anno e che le situazioni pericolose si sono verificate soprattutto in quei casi in cui c'erano dei valori elevati della pressione sanguigna. Fino a questo momento, in un rapporto rilasciato dalla Food and Drug Administration, vengono evidenziati 51 decessi, nei soli USA, di pazienti con ADHD trattati con questi tipi di farmaci. Fino al 31 dicembre 2003 la FDA aveva ricevuto tre rapporti relativi alla morte di tre bambini sottoposti a una terapia con l'uso del Ritaline e di quattro che usavano il Concerta. Purtroppo i dati relativi allo stato clinico non erano completi e non è quindi riscontrabile la reale incidenza di decessi per problemi cardiaci fra gli utilizzatori di questi farmaci. In un altro rapporto del 2004 si evidenziano altri cinque casi di morte improvvisa e diciassette eventi che hanno portato a complicazioni gravi come attacchi di cuore e colpi apoplettici in adulti trattati con Adderall o Dexedrina. Sui bambini invece sono stati riscontrati diciotto casi di effetti collaterali a livello cardiovascolare provocati dall'Adderall. Già in passato l'FDA aveva provveduto a dare nuove indicazioni in merito all'etichetta e le informazioni da fornire assieme all'Adderall, ora potrebbe essere richiesta una nuova revisione. Per il momento però, alcuni scienziati suggeriscono che prima di creare degli allarmismi tra i genitori di bambini con ADHD sottoposti a cure con questi farmaci stimolanti, bisognerà approfondire gli studi in merito. January 17 ADHD: i dati, i soldi, il mercato.I dati. L'ADHD esiste? Esiste cioè un'entità patologica specifica che corrisponde alla definizione che ne viene data? La diagnosi si fonda solo sui test e sull'osservazione del comportamento del bambino. I test per l ADHD sono solo ed esclusivamente le solite domandine* (ripeto: solo ed esclusivamente le solite domandine - o loro varianti). * per chiunque non ne fosse a conoscenza, riporto qui alcune delle domane (7 su 18) del test. - muove spesso le mani o i piedi o si agita sulla sedia? - è distratto facilmente da stimoli esterni? - spesso ha difficoltà a giocare quietamente? - spesso chiacchiera troppo? - spesso spiattella le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda? - spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto? - spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini? . I sostenitori della ADHD parlano di un disturbo neurobiologico. Su quali basi fanno queste affermazioni? Quale è la specifica lesione anatomo patologica e quale è l'alterazione funzionale biologica specifica? Quali sono o sarebbero gli esami oggettivi che ne permettono la rilevazione con sufficiente sensibilità e soprattutto con assoluta specificità? Nel caso poi vi sia una qualunque risposta a queste domande, ciò significherebbe che la diagnosi di ADHD è una vera diagnosi medica, non psichiatrica, bensì neurologica. A chiarimento definitivo di ogni e qualsiasi dubbio, esiste un modo di togliersi d'impaccio: se l'ADHD è una malattia neurobiologica, allora si faccia diagnosi utilizzando quegli esami oggettivi (test di laboratorio, TAC, ecc.), che ne hanno dato la prova. Il resto sono chiacchiere. L'obiezione: Ma test di questo genere non esistono per nessuna malattia mentale!, non dimostra nulla. Questo genere di argomentazione è sullo stesso piano logico che si verificherebbe quando, dopo un tumulto, uno degli arrestati, rispondendo alla domanda: Perché hai dato fuoco ad un'auto?, replicasse: Perché lo facevano molti altri”. Spesso otteniamo le solite risposte fumose: l'ADHD è un disturbo multifattoriale, comorbilità, ecc. Una volta sviscerato il problema, arrivano a parlare di diagnosi differenziale: Il bambino ADHD è quello dove gli altri eventuali fattori, possibile causa della iperattività e disattenzione, sono stati comunque esclusi. Quindi il bambino iperattivo e disattento perché ha i genitori che si stanno separando, non è ADHD; non lo è quello dove la causa sia una vera malattia fisica; non lo è laddove vi siano problemi di relazione o affettivi; non lo è Ne dobbiamo dedurre che il bambino ADHD è quello iperattivo e disattento, per il quale non siamo stati capaci di capire o spiegare il perché. Una diagnosi veramente interessante poiché diagnostica, casomai, l'incapacità del medico. Alcuni affermano che si tratta di una questione di gravità: dipende da quanto è grave questo comportamento, da quanto disturba gli altri e ostacola se stesso. Possiamo anche concordare, ma quali sono le cause di quel comportamento nello specifico caso? Se si tratta di un problema medico vero (svariate patologie mediche possono provocare questi sintomi), allora vi sarà una diagnosi medica e una terapia conseguente. Se si tratta di un problema di relazioni umane, ci si dovrà muovere su un altro terreno. La gravità della situazione, la sua intensità, non può essere confusa con le cause che la determinano. Alcuni mostrano grandi quantità di testi scritti sulla ADHD: la vastità della letteratura. Henri Poincaré, nel suo libro - la Scienza e l'Ipotesi - scriveva: un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una casa. Altri si appellano al numero ed alle qualifiche degli esperti a favore della ADHD. Eravamo convinti che il principio di autorità fosse il contrario della scienza, sin dai tempi di Galileo. Un neuropsichiatra infantile, non sapendo più cosa rispondere, ha detto: Insomma, dobbiamo pur dare un nome alle cose!. Questa frase si commenta da sola. I soldi. Qualcuno, a mio avviso incautamente, sostiene la seguente idea: I bambini malati di ADHD non sono quelli che semplicemente sono troppo distratti o attivi. Qui si tratta di una vera patologia. In questi casi diagnosi e cure sono necessarie e lo psicofarmaco sarà comunque sempre l'ultima soluzione possibile. Inoltre i bambini che soffrono di ADHD sono solo il 4% della popolazione infantile. Quindi parliamo di una cifra compresa tra i 300,000 e i 350,000 bambini. Questo significa un indotto di altrettanti nuovi pazienti nel mercato della salute. Impossibile calcolare, se non molto approssimativamente, la spesa sanitaria: solo per i controlli, le visite e gli esami, non potrà comunque essere inferiore ai 350 € all’anno per paziente. A questi vanno aggiunti i costi delle psicoterapie e/o degli psicofarmaci (o di entrambi). Anche qui, ipotizzando sempre i costi più contenuti possibili, siamo sui 1,000 $ annui per la psicoterapia e tra i 500 e i 5,000 $ annui per i farmaci, con una media di 3,000 $ annui in totale. Attenendoci alle cifre sottostimate di 300,000 bambini per soli 3,500 $ annui ciascuno, otteniamo un totale di spesa che supera il miliardo di Euro annui. Ma, ripeto, le cifre sono più vicine al doppio o al triplo di quella descritta. Per non parlare della comorbilità e di quant'altro si aggiunge dopo. Il mercato. Sono infatti sempre i sostenitori della ADHD e dei test che affermano: in Italia sono circa 800 mila i giovani depressi : il dato non solo è reale, ma è dichiaratamente sottostimato la statistica non è affatto altisonante, ma parte dal presupposto longitudinale della presenza di almeno (sottolineo almeno) il 20% di giovani nella popolazione depressa: è la percentuale minima indicata dalle ricerche dell'American Psychiatric Association, valida per tutti i paesi occidentali”. Potete trovare il testo intero alla pagina web: www.nopsych.it/article80.html Quindi avremmo il 4% ADHD, il 10 o il 20 % depressi, cui vanno aggiunti un 7% di sofferenti di sindromi ansiose, un 2 o 3% di affetti da disturbo ossessivo compulsivo (http://depression.forumup.it/post-33-depression.html), cui vanno aggiunti (sempre secondo queste teorie), gli schizofrenici e tutte le altre malattie mentali. Raggiungiamo così una media del 35/40 % della popolazione infantile: oltre 3 milioni di bambini. Quindi le cifre sopra elencate per l'ADHD vanno decuplicate. Ora abbiamo un mercato con un fatturato globale (potenziale), di oltre 30 miliardi di Euro: un fatturato che si avvicina a quello della FIAT. Sono cifre che dovrebbero indurre a qualche riflessione. E dopo tutto ciò che abbiamo detto, tu, che stai leggendo, pagherai per sostenere l'intera faccenda. Si, perché tutto questo sarà fornito dal nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Per essere precisi, questo andamento provocherebbe il crollo economico dello stesso SSN. Alcuni insegnanti e genitori, lamentano comunque un incremento dei fenomeni di iperattività e disattenzione nei bambini. Non sono certo di questo incremento, ma ciò è possibile. Due sono i fattori da esaminare. Anzitutto, in una società sempre meno a misura di bambino, dove la presenza dei genitori è diminuita perché spesso entrambi devono lavorare, dove l'educazione e l'amore sono meno presenti, dove i valori ed il rispetto sono “cose di altri tempi, dove noi abbiamo provocato in gran parte quelle reazioni, ora forse abbiamo modo di far “quadrare le cose? Certa è inoltre la diminuita tolleranza degli adulti, o almeno di molti di loro, nei confronti dei comportamenti tipici dei bambini. E’ dunque questa la ADHD? La somma di questi due fattori? Sarà compito dei sociologi di domani rispondere a queste domande. Diceva una pubblicità: “E intanto io pago! Dr. Roberto Cestari Presidente Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus Tel.: 02 36510685 Email: linea.stampa@ccdu.org siti: www.ccdu.org - www.cchr.org November 16 DIAGNOSI DA IPERATTIVITA'LEGGETE QUESTO ARTICOLO:
"Sviluppato un semplice esame per diagnosticare il disturbo da deficit di attenzione e iperattività nei bambini:
Alcuni ricercatori della Brunel University di Londra hanno sviluppato un semplice test oculare per diagnosticare il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) nei bambini. Gli scienziati affermano che l'esame, che richiede ai bambini di seguire una macchia luminosa sullo schermo di un computer, è preciso al 93 per cento. Ma alcuni esperti dubitano che il test possa diagnosticare con tanta accuratezza un disturbo del comportamento i cui sintomi variano notevolmente da bambino a bambino. Al momento, per diagnosticare l'ADHD, i medici si affidano a numerose tecniche differenti, compresi questionari e accertamenti psichiatrici, ma non esiste ancora nessun test biologico. La diagnosi in giovane età è particolarmente difficile, perché molti bambini sono iperattivi ed esuberanti per natura. L'ADHD colpisce circa il 6 per cento dei bambini in età scolastica, ma la gravità dei sintomi è molto varia. Durante lo studio, a 65 bambini di età compresa fra i quattro e i sei anni è stato chiesto di seguire una macchia luminosa sullo schermo, per 30 secondi, attraverso quattro diversi tipi di movimento. Gli scienziati hanno scoperto che i bambini con l'ADHD presentano uno schema di movimento oculare differente da quelli senza il disturbo. Secondo quanto riferiscono i ricercatori George Pavlidis e Panagiotis Samaras, il test rappresenta una pietra miliare nel campo della diagnostica di questo disturbo, in quanto consentirà ai pazienti di ricevere aiuto più presto."
NON ESISTE ANCORA NESSUN TEST BIOLOGICO..
SONO IPERATTIVI ED ESUBERANTI DI NATURA...
ALCUNI ESPERTI DUBITANO CHE IL TEST POSSA DIAGNOSTICARE CON TANTA ACCURATEZZA UN DISTURBO..
QUESTE PERSONE NON SANNO NEANCHE DA CHE PARTE COMINCIARE, L'ARTICOLO SOPRA E' CONFUSO E CONTRADDITTORIO!!
LA VERITA' E' CHE C'E' UN GROSSO BUSINESS DIETRO A QUESTE "CURE".
STANNO DROGANDO MILIONI DI BAMBINI SANI E FELICI!!
ORA DITEMI... CHI SONO I VERI PAZZI?
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