Monica's profileLA VERITA' SULLA PSICHIA...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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December 14 Più di 2000 firme contro gli abusi di psicofarmaci sui bambiniIl Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha raccolto più di 2000 firme contro la somministrazione indiscriminata di psicofarmaci ai bambini. In Alto Adige la psichiatria sta promuovendo una nuova "malattia dei bambini": ADHD mancanza di attenzione e iperattivitá. Da loro definita "malattia", anche se non riescono a dimostrare nessuna alterazione organica. Questa "presunta" malattia viene diagnosticata solo con qualche sciocca domanda. Come per esempio:
Non esiste nessun altro mezzo con il quale si possano fare delle diagnosi. Recentemente, alcuni neuro psichiatri infantili hanno tenuto una serie di conferenze (http://psichiatria-dirittiumani.blogspot.com/2008/08/adhd-in-atto-una-ca...) sul tema dell'ADHD nelle principali scuole di Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Vipiteno e Silandro. In una di queste conferenze, il neuropsichiatra ha affermato che il Ritalin non è una droga, che non crea dipendenza, che gli psicofarmaci creano danni ma il Ritalin è tutta un'altra cosa. Questo è molto grave. Uno dei maggiori esperti del settore, che dovrebbe informare i genitori sui reali rischi dell'uso di tali sostanze, ne minimizza pubblicamente i pericoli. Inoltre ha dichiarato:
E ora abbiamo scoperto le sconvolgenti intenzioni della psichiatria e della sanità altoatesina. C'è una lettera ufficiale dell'assessorato alla sanità che parla di un progetto di screening per tutti i bambini a partire da età tenerissime al fine di "diagnosticarli" ed etichettarli come malati mentali, o peggio imbottirli di pericolosi psicofarmaci che possono indurre pensieri suicidi o creare gravi problemi cardiaci. Tutto questo viene pagato con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini. La gente si è espressa chiaramente: NON vogliamo che i nostri bambini vengano drogati dalle case farmaceutiche e dalle lobby psichiatriche!!! La gente di Bolzano si è espressa nuovamente. Che cosa aspetta la politica? December 07 Dal punto di vista concreto come si fa ad aiutare una persona in TSO o una persona sottoposta a terapia psicofarmacologica?Innanzitutto si può ricorrere all'espediente della legge, ovvero dal modo in cui è legiferato in Italia il TSO.
Ci sono delle figure istituzionali che fanno da garanti di questo provvedimento che sono nello specifico il sindaco e il giudice tutelare.
Il sindaco è la persona che decide se il TSO debba essere effettuato o meno.
Vista l'incapacità, soprattutto nelle grandi città, da parte del sindaco di conoscere le situazioni in cui vengono disposti i TSO, noi come volontari del Telefono Viola, ma la cosa può essere fatta da qualsiasi altro cittadino italiano, sfruttiamo la possibilità di poter andare dal sindaco a chiedere e fornire spiegazioni sul conflitto in atto che riguarda il TSO. La psichiatria in effetti si occupa di conflitti tra persone, non si occupa certo della salute o di possibili malattie.
Quando è in atto un conflitto, ovvero due persone litigano, quella che ha più potere chiama lo psichiatra.
Per questo può essere importante andare dal sindaco a spiegare la situazione fuori da una schedatura e dallo schema proprio della psichiatria. A volte questo può aiutare a liberare la persona dal manicomio dal reparto di diagnosi e cura.
L'altra possibilità è quella di andare dal giudice tutelare, che è una figura che dovrebbe tutelare ogni cittadino dagli abusi di legge.
Queste due mosse non portano spesso alla liberazione immediata della persona internata, ma sono necessari per una minima tutela dell'internato anche se si decide di procedere per le vie legali. Riguardo alla dismissione di psicofarmaci sono stati scritti diversi libri, presenti anche in Internet. Ci sono diversi metodi di scalaggio: bisogna fare attenzione ai segnali del corpo e integrare con magnesio, potassio e vitamine del gruppo B.
Un discorso a sé è quello del depot o farmaco ritardante. Viene fatta una puntura ogni 15 giorni oppure ogni 21 giorni, oppure ogni 28 giorni presso il Centro di Salute Mentale. In questo caso è necessario che lo psichiatrizzato convinca lo psichiatra della sua buona fede, di essere ubbidiente. Il depot viene fatto in caso di sospetto che la persona rifiuti la cura. Oggi è di moda il depot di Risperdal (Risperidone).
Maria Rosaria D'Oronzo
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September 16 PER TUTTI I GENITORIVOI GENITORI, VOLETE CHE LA SCUOLA TORNI AD ESSERE PER I
VOSTRI FIGLI UN LUOGO DI ISTRUZIONE ED EDUCAZIONE E NON UNA FILIALE DELL’ASL? LA RISPOSTA E’ SI? ECCO COSA POTETE FARE, PASSO PER PASSO SCOPO DEL VADEMECUM: Proteggere i bambini e le loro famiglie dalla dannosa influenza di psicologi e psichiatri nelle scuole. Sempre più genitori ci telefonano preoccupati di proposte psicologiche all’interno della scuola a partire dalla scuola materna. La maggior parte dei genitori non sa che questa è una specifica strategia per acquisire clienti in quel grande mare che è la scuola.
Strategia sviluppata 40 anni fa in America da circa 10 anni è stata importata in Italia. Negli ultimi 4- 5 anni ha avuto un boom anche da noi. In tutti i modi possibili psicologi e psichiatri stanno convincendo insegnanti e genitori che i problemi scolastici sono “malattie mentali” da curare e che solo loro possono risolvere il problema.
Invitiamo tutti quanti a diffidare di tali professionisti che non possono dimostrare alcun cambiamento nel comportamento dei ragazzi se non un netto peggioramento.
Il bullismo, che pretendono di risolvere, è una diretta conseguenza di questi programmi introdotti in Italia circa 10 anni fa.
Per maggiori informazioni
www.ccdu.org sezione pubblicazioni/opuscoli/danneggiare i giovani, oppure www.perchenonaccada.org. COSA FARE: 1. Recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e presentate una comunicazione da voi scritta, firmata e fatta protocollare, che dichiari il vostro totale rifiuto a far sottoporre i vostri figli a prove di valutazione psicologico-psichiatrica, come per esempio test cognitivi, di personalità, del comportamento, questionari di indagine del linguaggio, della valutazione dell’ansia e della depressione… . Questo eviterà che i vostri figli partecipino alle iniziative proposte e vi metteranno al riparo da qualsiasi intervento a vostra insaputa. Nel caso vogliate intervenire in modo più approfondito, potete fare quanto scritto di seguito; prima però è necessario conoscere quali sono gli organi scolastici nei quali voi genitori siete presenti e potete intervenire:
A. Consigli di intersezione (scuola dell’infanzia), interclasse (scuola primaria), classe (secondaria). Sono formati dai docenti, dai rappresentanti dei genitori (dagli studenti nelle scuole superiori) e presieduti o dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui stesso delegato. Tra le funzioni si evidenziano le seguenti:
- formulare proposte di carattere educativo, didattico; - esprimere pareri sull’adozione dei libri di testo; - esaminare la programmazione didattica elaborata dai docenti; - verificare ogni due mesi l’andamento dell’attività didattica, interesse, problemi, difficoltà… . B. Consiglio di Circolo e di Istituto.
E’ formato dai rappresentanti dei docenti, del personale amministrativo, dei collaboratori scolastici, dei genitori e dal Dirigente Scolastico. E’ presieduto da un genitore, eletto Presidente. Esso adotta gli indirizzi generali del P.O.F. (di cui trovate la sua spiegazione sotto) , indica i criteri generali per la programmazione educativa, elabora e adotta gli indirizzi generali della scuola, … . C. Assemblea di classe
E’ l’espressione fondamentale della partecipazione dei genitori alla gestione della scuola, formata dai genitori della classe e dai docenti operanti in essa; si propone di realizzare una collaborazione costruttiva tra tutte le componenti della scuola attraverso indicazioni e suggerimenti. Durante tale assemblea verrà eletto il rappresentante dei genitori. D. Comitato dei genitori
E’ composto dai rappresentanti di classe ed ha lo scopo di promuovere iniziative che migliorino il rapporto scuola-famiglia, promuovere nella scuola e nella famiglia una maggiore attenzione alle problematiche legate all’educazione e a tutelare la sicurezza e il diritto alla salute. Ecco a questo punto i passi che potete intraprendere:
1. Per prima cosa recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e fatevi dare il P.O.F., che altro non è che il PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA, cioè la carta di identità dell’istituzione scolastica che esplicita tutti i servizi che la scuola offre ai suoi utenti. Qualora vi chiedono il perché, dite semplicemente che è un vostro diritto sapere il programma di studio. Visionatelo al suo interno, soprattutto in riferimento ai Progetti previsti: in particolare quelli relativi alle attività si screening, vale a dire test cognitivi, psicologici che hanno lo scopo di individuare "disturbi fantomatici" di apprendimento, "di attenzione e iperattività" ecc., che successivamente possono portare a segnalare il bambino per una etichettatura da “handicappato” o affetto da "disturbo da deficit di attenzione e iperattività", per fare degli esempi ed approdare forse nelle mani di neuropsichiatri infantili che, per risolvere il suo disagio, medicalizzano i suoi problemi, ricorrendo magari alla terapia psicofarmacologica (in Italia 50.000 circa sono già i bambini ai quali stanno venendo somministrati psicofarmaci!). Attenzione anche ai Progetti sull'affettività che spesso vengono gestiti da neuropsichiatri infantili o psicologi che entrano nella classe ad osservare i bambini. Può essere che nel Piano dell'Offerta Formativa non troviate i Progetti nella loro interezza, potreste soltanto vederne citati i titoli o una sintesi. Solitamente ai genitori non viene mostrato il Progetto nella sua interezza, ma ne verrete a conoscenza attraverso una circolare, che ne presenta solo un breve riassunto. Il Progetto è completo: ecco perchè lo si deve visionare, per evitare sorprese poi. Avete tutto il diritto (in base alla legge sulla trasparenza, che è la N° 241) di visionarli, rivolgendovi presso l'Ufficio della Dirigenza. Così facendo sarete sempre informati su quali sono i Progetti che la scuola porterà avanti nel corso dell’anno scolastico e decidere di conseguenza, anche ricorrendo al trasferimento di vostro figlio in un’altra scuola. IMPORTANTE: è stato rilevato che gli screening psicologici non sempre avvengono tramite test. Rapporti ricevuti parlano, per evitare lamentele dei genitori, di proposte di temi poi visionati da psicologi, semplice osservazione dei bambini impegnati in normali attività di gioco, giochi proposti da psicologi. Ultimamente, sempre per aggirare probabili lamentele, sono diventati più creativi:
i test li consegnano a casa chiedendo ai genitori di rispondere. Questi sotterfugi la dicono lunga sulle intenzioni nascoste di psicologi e psichiatri per la scuola.
2. Per sottoporre i vostri figli a test e questionari psicologici o dei disturbi dell’apprendimento RICORDATE CHE E’ NECESSARIO IL CONSENSO INFORMATO DA PARTE VOSTRA E VOI VI POTETE OPPORRE.
Nel caso in cui i vostri figli siano stati sottoposti a test psicologici a vostra insaputa potete fare un esposto per la violazione della legge sulla privacy (D. Lgs. 196/03), che potrete inviare ad esempio al Direttore dell’Ufficio Scolastico della Regione in cui risiedete,
all’Assessore all’Istruzione e Formazione della Regione suddetta, al Garante della Privacy (Piazza Monte Citorio 121, 00186 Roma). Copia dell’esposto potete inviarlo anche al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, V.le Monza, 1 – 20125 Milano 3. Proponetevi come rappresentante dei genitori della classe; in tal modo, presenziando alle varie riunioni, potrete monitorare meglio la situazione didattico-educativa della classe.
Inoltre avrete la possibilità di avere una maggiore comunicazione con le insegnanti di classe e collaborare con loro, aiutando in tal modo l’istituzione scolastica nelle scelte educative e nel genere di istruzione da impartire ai vostri figli (art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
4. Proponetevi di far parte del Consiglio d’Istituto e, diventando così parte attiva e responsabile della vita scolastica vi impegnerete, insieme ad altri genitori, a restituire la scuola ad insegnanti professionisti che guidino gli alunni, affinchè possano crescere in modo sano ed equilibrato, sviluppando la loro personalità e consolidando, potenziando le conoscenze acquisite che applicheranno poi nella vita.
5. Qualora vostro figlio, durante un colloquio avuto con gli insegnanti o con il Coordinatore del corpo docenti, possa correre il rischio di venire segnalato come “affetto” da “handicap”, piuttosto che da “disturbi dell’apprendimento” (disgrafia= incapacità di scrivere in modo corretto, dislessia=incapacità di leggere e capire un testo scritto…) a seguito di test a cui è stato sottoposto, voi, in quanto tutori e responsabili di vostro figlio, VI POTETE OPPORRE.
Avete tutto il diritto di farvi mostrare i test somministrati a vostro figlio.
Fatevi spiegare e chiarire ogni cosa, ad esempio: dai test risulta che vostro figlio è iperattivo. Cosa vuol dire iperattivo? Quali sono i test scientifici che lo ritengono tale? Chi ha deciso che mio figlio è iperattivo? In base a quale punteggio? Chi ha deciso che a quel numero corrisponde un deficit? Queste sono alcune delle domande che potete porre al corpo docente.
Se vostro figlio ha delle difficoltà, svariate sono le azioni che possono essere intraprese: sottoporre vostro figlio a un ceck-up completo per evidenziare possibili disturbi fisici reali, affiancare vostro figlio a un’insegnante di recupero che lo aiuti dal punto di vista didattico, modificare la sua alimentazione, che presenta allergie o disfunzioni ghiandolari o una presenza eccessiva di zuccheri, coloranti… 6. Qualora vostro figlio sia già stato diagnosticato “affetto da…”, voi avete tutto il diritto di fare OPPOSIZIONE NETTA, facendovi mostrare i test e dichiarando che state già prendendovi cura di vostro figlio al di fuori dell’istituzione scolastica, attravero un’insegnante di recupero, piuttosto che da voi stessi, per esempio. Ricordate: I GENITORI SONO GLI UNICI TUTORI RESPONSABILI DEI PROPRI FIGLI, NON E’ LA SCUOLA!
RICORDATE: “Le scuole servono per imparare. Non servono per esperimenti psichiatrici su giovani menti”. (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry: the Ultimate Betrayal, pag. 385). PER INFORMAZIONE: Il Piemonte e il Trentino sono le prime due regioni italiane che hanno approvato una legge che pone il divieto assoluto dei test psicologici nelle scuole; ora questa legge è approdata in Parlamento. I bambini d’oggi saranno i futuri leader del domani! Per poter crescere felici devono essere responsabili delle loro azioni senza dipendere da cure psicologiche o psicofarmaci per essere dei “bravi bambini”. Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus Per informazioni: tel.: 02-36510685 E-mail: www.ccdu.org December 26 Comportamenti o malattie?Negli ultimi anni nuove diagnosi hanno esteso il raggio d'azione psichiatrico a comportamenti un tempo considerati assolutamente normali. Ora anche il gioco d'azzardo è diventato una malattia mentale, mentre l'università di Pisa riteneva che lo fosse persino la passione amorosa. Comportamenti, invece, che sono sempre stati considerati negativi vengono oggi ridefiniti come salutari: lo psichiatra Cassano in un'intervista su La Repubblica del 7/12, vorrebbe far credere che la tristezza è salutare.Ma la malattia è un fatto oggettivo, non qualcosa che viene deciso da qualche "luminare" o da un'assemblea di "esperti". Sarebbe come decidere se il diabete è una malattia votando per alzata di mano. Ci vogliono prove concrete, esami, dati oggettivi che la psichiatria non ha mai portato a sostegno delle proprie tesi. La casistica dei disturbi psichiatrici è tanto ampia che chiunque potrebbe rientrarvi, proprio per questo il giudizio psichiatrico sembra così infondato. Giorgio Antonucci nel suo libro "Critica al Giudizio psichiatrico" afferma: "Gli psichiatri non possono né definire la malattia mentale né dimostrarne l'esistenza; per loro e per i loro seguaci, l'esistenza della malattia mentale è ovvia, al di là di ogni necessità di dimostrazione". Il vero problema è che queste "diagnosi" trovano risposta in metodi di trattamento estremamente distruttivi. Un tempo esistevano i manicomi in cui i pazienti venivano legati al letto con camicie di forza, ma queste strutture non sono mai scomparse del tutto, basta entrare nei reparti psichiatrici di qualsiasi ospedale. Il trattamento sanitario obbligatorio è ancora oggi una pratica molto diffusa, in pratica è un ricovero coatto, dove la persona non riceve nemmeno notifica del provvedimento intrapreso nei propri confronti. I criteri usati per intervenire sono spesso soggettivi, è sufficiente ritenere pericolosa la persona per giustificarne il TSO e trattamenti farmacologici. Esistono altri metodi, ben più umani, per occuparsi delle persone con problemi mentali. Ce ne parla sempre Antonucci in un'intervista su "Sabatosera Online" del 6/12: "Entravo nelle stanze dei manicomi e chiedevo di togliere le camicie di forza ai pazienti. Solo così potevo pensare di liberare le persone, dormendo nei loro reparti e parlando con loro". Ma lo psichiatra Cassano probabilmente non ha mai visto i pazienti di Antonucci, perché "La depressione" sostiene Cassano "è un dolore morale fortissimo, che solo la terapia farmacologica può curare". Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche. November 13 PER TUTTI I GENITORISono iniziate le scuole, ed ora i genitori dovranno preoccuparsi non solo del costo dei libri e che il loro figlio vada bene a scuola, ma anche del fatto che se avrà qualche difficoltà, potrà essere etichettato con qualche disturbo psichiatrico.
E si, perché grazie al fervente lavoro di questi ultimi anni in Italia della psichiatria nei confronti dei bambini, in particolare attraverso la scuola, il tuo bambino se già dalle elementari ha qualche difficoltà di scrittura, lettura o troppa vivacità, potrà essere segnalato grazie a test fatti nella classe, o dagli stessi insegnanti, convinti ed addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi. allo psicologo o struttura neuropsichiatrica, come potenziali affetti da disturbi psichiatrici. I test per fare le diagnosi vengono distribuiti in molte scuole, dai quali si creano le statistiche di bambini che sarebbero affetti da disturbi psichiatrici o che potenzialmente lo possono diventare, utilizzando poi queste statistiche nei convegni come quello appena trascorso a Firenze dell'Escap, per convincere le autorità della gravità del problema e per dar credito all'esistenza scientifica di disturbi psichiatrici quali l'ADHD. Ad esempio i test (questionari di dubbio valore scientifico), distribuiti tra il 2002 e 2005 in alcune scuole italiane (Progetto Prisma), secondo cui il 9,1% del campione soddisferebbe criteri per un disturbo psichico secondo la classificazione del DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, APA 1994). Con affermazioni di questo tipo si cercano di convincere genitori e insegnanti: "Spesso, durante il primo anno di scuola elementare, possono emergere difficoltà del bambino nel leggere, nello scrivere e nel far di conto che i genitori scambiano per svogliatezza o scarsa capacità si applicarsi allo studio «È fondamentale rivolgersi ad uno specialista per ottenere una corretta diagnosi ed eventualmente avviare il bambino al percorso riabilitativo»." Quindi qualsiasi altra motivazione delle difficoltà che può avere specialmente un bambino alle elementari, come: cose non capite nello studio precedentemente, problemi fisici non individuati, allergie, intolleranze alimentari (vedi recenti scoperte relative ai coloranti artificiali nei cibi), problemi in famiglia o con compagni, non verranno individuate e prese in considerazione, visto che secondo la psichiatria fanno fede i questionari che con un tot di risposte affermative, certi comportamenti sono indice di disturbi psichiatrici ben definiti. In questo modo i veri problemi rimarranno nascosti e irrisolti, con l'aggiunta di un bambino che penserà erroneamente che ci sarà qualcosa di sbagliato nel suo cervello e che dovrà prendere una pillola per potersi controllare. LA STRATEGIA: CREARE IL PROBLEMA, CONVINCERE LA POPOLAZIONE CHE QUESTO ESISTE, CHE E' GRAVE E CHE SI TRATTA DI UNA MALATTIA. Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove "esperti del settore" annunciano la presenza di tali malattie, nonché' la necessita' di diagnosticarle precocemente. Si organizzano convegni scientifici sul "problema" e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il "diritto alle cure e alla diagnosi precoce". Mentre cresce la campagna di stampa, al fine di "sensibilizzare" la popolazione, vengono approvati programmi a livello istituzionale che comprendono l'utilizzo di test nelle scuole a tappeto, sin dalla prima infanzia, creazione di strutture "specializzate" che "accolgano" i bambini dove verranno trattati anche con l'utilizzo di psicofarmaci. Se i genitori si rifiutano di seguire questi iter possono vedersi sottrarre i figli per "mancato aiuto". Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche. Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus Tel.: 02 36510685 Email: linea.stampa@ccdu.org Siti: www.ccdu.org - www.cchr.org October 29 PSICHIATRIA: UN'ETICHETTA PER LA VITA
Molte persone si rivolgono al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani per denunciare le conseguenze dei trattamenti psichiatrici, da quel momento, infatti, è come se fossero etichettate per tutta la vita; qualsiasi passo falso o atteggiamento che possa essere considerato "sospetto", o magari una denuncia da parte di parenti o vicini di casa, senza reali motivi o motivi dimostrabili, possono condurre al ricovero coatto in strutture psichiatriche, dove subiscono trattamenti molto debilitanti, di solito iniezioni di psicofarmaci, che sedano la persona anche per giorni interi. Dopo i trattamenti psichiatrici, queste persone perdono il libero arbitrio, l’autodeterminazione e la capacità di difendersi; molto spesso persino il lavoro o la propria posizione sociale, a causa delle “etichette” che gli vengono attribuite o dei trattamenti invasivi usati per sedarli, che danno effetti collaterali tali da renderli non più socialmente utili. E’ il caso della signora seduta al bar che viene raggiunta da carabinieri e infermieri, e portata senza spiegazioni in ospedale. Oppure dei genitori che scambiano le arrabbiature della figlia per “reazioni di tipo psichiatrico” e la fanno internare. O ancora dell'anziano di 71 anni che passeggiava tranquillamente in una strada del Comune di Paderno d'Adda, una pattuglia lo ferma e lo trattiene a lungo, poi chiamano un’ambulanza per farlo internare e alla fine pretendono che firmi un foglio in cui lui dichiarava di rifiutarsi di seguirli. Che dire, invece, del signore che si vede irrompere in casa i carabinieri e che senza spiegazioni è spinto all'esterno, dove c'è un'ambulanza che l'aspetta? Innumerevoli persone che hanno subito trattamenti psichiatrici o hanno subito TSO, possono testimoniare che i loro diritti vengono violati. Gran parte delle leggi sull’internamento si basano sul concetto che la persona, se non posta in una struttura adeguata, possa rappresentare un pericolo per se stessa, e ribadiscono il "diritto" delle persone a ricevere trattamenti. Si pensi che l’art. 33 del codice di deontologia medica, in vigore dal 25 giugno 1995, che dispone: «l’opposizione del paziente o del rappresentante legale non ha effetto nei casi per i quali sia previsto dalla legge trattamento sanitario obbligatorio. Al medico non è peraltro consentito di porre direttamente in essere, anche in caso di trattamento sanitario obbligatorio, trattamenti fisicamente coattivi.» Si tratta di punti di vista molto soggettivi, da parte di persone che non hanno mai visto o parlato con un paziente. I pregiudizi nei confronti delle persone che hanno subito trattamenti psichiatrici o che reagiscono in modi considerati “non normali”, sono tali che i diritti di queste persone vengono totalmente violati. Per non parlare dei "trattamenti" estremamente invasivi, spesso non necessari: la prassi, infatti, di chi viene portato in un reparto psichiatrico, prevede il trattamento con “medicinali”, anche quando non vi sia un problema accertato. Gli psichiatri spesso si guardano dall’informare i pazienti dei numerosi effetti collaterali degli psicofarmaci, anche se questi lamentano che li stanno “uccidendo”, togliendogli la linfa vitale e privandoli di qualsiasi gioia, della voglia di vivere, della volontà o della loro consapevolezza. Ci si domanda se le svariate Campagne in nome della salute mentale per far si che tutti i cittadini possano usufruire dei "servizi psichiatrici", per aumentare i finanziamenti, quando già "la spesa sanitaria psichiatrica si aggira, secondo stime, tra i 4 e i 5 mila miliardi di vecchie lire l’anno (apismed.org), e il personale, non siano in realtà i target sbagliati! Il degrado ambientale e la cattiva e scarsa assistenza ai degenti, sono solo la punta dell'iceberg della reale crisi della salute mentale, grazie a diagnosi che non hanno fondamento scientifico, a vergognose e stigmatizzanti catalogazioni, a leggi che favoriscono il ricovero forzato, ai trattamenti brutali e depersonalizzanti, i Diritti Umani di migliaia di individui sono calpestati ogni giorno. Denunciando questi soprusi, e impedendo che tali violazioni continuino a ripetersi, forse le persone in difficoltà sapranno realmente di poter avere un futuro migliore. Per informazioni Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus Tel: 0236510685 Email linea.stampa@ccdu.org Sito: www.ccdu.org
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