Monica's profileLA VERITA' SULLA PSICHIA...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    April 10

    Aiutiamo una bimba a ritornare dalla sua mamma

    Ancora una volta i Servizi Sociali e il Tribunale dei Minori hanno sottratto un bambino ai propri genitori.

    Questa volta è accaduto a Castelfranco Emilia dove i Servizi Sociali locali hanno spinto il Tribunale dei Minorenni a togliere la potestà genitoriale alla mamma collocando la bambina in una struttura orfanotrofio di un’altra provincia.

    La mamma disperata, da venerdì 3 aprile, è seduta davanti al Comune di Castelfranco in attesa che il Sindaco, che è anche l’Assessore alle politiche sociali, gli Assistenti Sociali e gli operatori riescano a farle capire per quale motivo.

    Purtroppo, le ragioni sono sempre le stesse: arbitrarie valutazioni psicologiche, incapacità da parte dei servizi psicologici e sociali di valutare e gestire queste difficili situazioni. Abbiamo perciò deciso di avviare una raccolta firme su facebook (http://apps.facebook.com/causes/264968
    AIUTIAMO UNA BIMBA A RITORNARE DALLA SUA MAMMA) e di organizzare una manifestazione per aiutare questa mamma.

    Sabato 11 aprile alle ore 10.30 partirà una marcia da Corso Martiri (Zona Ospedale) che si concluderà davanti al Comune di Castelfranco, faremo sentire la nostra voce, in rappresentanza di altre migliaia di genitori ai quali il Tribunale e i Servizi hanno rubato i propri figli. Occorre la massima partecipazione per sensibilizzare la popolazione e i politici affinché si occupino di un problema così rilevante fino ad oggi completamente ignorato.

    Sindaco, assistenti sociali, psicologi e Tribunale dei Minorenni: giù le mani dalla mamma di Castelfranco - restituitele la figlia che le avete portato via

    VISITA IL SITO http://www.ccdu.org/

    February 17

    ,

    L’università fa esperimenti “elementari”:

    Caro bimbo chi vuoi uccidere?

    Quesito numero uno: “Il braccio di una gru sta per uccidere te e quattro muratori. Luca può pigiare un bottone che cambierà la direzione del braccio della gru. Il braccio ucciderà un altro muratore ma tu e gli altri quattro muratori sarete salvi. È giusto che Luca pigi il bottone?”
    Quesito numero due: “Un automobilista perde il controllo della macchina. Sta per andare verso cinque persone che sono sul marciapiede e le ucciderà. Se tu spingi una persona sotto la macchina essa si fermerà. La persona morirà ma le cinque persone saranno salve. È giusto che tu spinga la persona?”

    Agghiacciante. Sono due delle tre domande di un test che il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino ha inviato al dirigente scolastico della Scuola elementare “Vittorio Alfieri”, istituto nel centro storico del capoluogo piemontese. Queste domande dovevano finire sul banco degli studenti delle classi quarte di età compresa tra i 9 e 9 anni e 11 mesi. La richiesta è arrivata, l’11 gennaio scorso, direttamente da una professoressa di Psicologia Generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione: “Si tratta di un esperimento, argomento di tesi di laurea di una studentessa per cercare di analizzare la loro comprensione di situazioni morali” si legge nella lettera “l’esperimento dovrà svolgersi singolarmente e in una stanza quieta”.

    “Sono sconcertata e stupita che un test così violento possa essere somministrato ad un bambino durante l’orario scolastico” spiega Maria Elena Testa, madre di uno degli studenti di nove anni che frequenta la quarta classe all’Istituto Alfieri. “È vero che i bambini oggi sono abituati a immagini violente che vengono mandate in onda in televisione o pubblicate sui giornali ma questo test è veramente qualcosa di sconvolgente” Poi prosegue: “Queste domande mettono il bambino nella condizione di dover comunque scegliere chi e quante persone far morire di morte violenta. Quando ho provato a leggere queste domande a mio figlio mi ha guardato inorridito e mi ha detto che non avrebbe saputo che cosa rispondere”. Il 13 febbraio, questa vicenda è finita negli uffici della Procura della Repubblica di Torino. Sarà proprio Maria Elena Testa a presentare un esposto al procuratore capo.

    “Ci troviamo purtroppo di fronte all’ennesima prova del tentativo di trasformare le nostre scuole da luoghi di istruzione e crescita a una sorta di laboratori per studi psicologici o psichiatrici, come è avvenuto negli Usa con catastrofiche conseguenze sia per il loro sistema di istruzione che per le famiglie” afferma Roberto Elia Cestari, Presidente nazionale del Comitato Cittadini per i Diritti dell’Uomo “questa iniziativa avviene in violazione della legge regionale 21/2007 che vieta all’interno delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado della Regione Piemonte di somministrare test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni se non finalizzati ad uso interno ed esclusivamente didattico.
    Inoltre tutti i test volti alla valutazione dello stato psichico del minore, possono essere svolti esclusivamente all’interno di strutture sanitarie pubbliche sotto lo stretto controllo di operatori sanitari qualificati e previo obbligatorio consenso informato dell’avente potestà sul minore ai sensi della normativa vigente”.

    A scendere in campo in difesa della Legge (di cui è stato il relatore) e dei bambini anche il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Gian Luca Vignale: “Il 30 ottobre 2008 gli assessori alla Sanità e all’Istruzione della Regione Piemonte, di concerto con il Direttore Generale dell’Ufficio scolastico Regionale per il Piemonte, hanno trasmesso una lettera a tutti i Dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche del territorio in cui, pur riportando integralmente quanto previsto dall’art.4, si dà un’interpretazione della norma che viola palesemente quanto la legge regionale prevede”. “Con questa interpretazione” conclude Vignale “si dà la possibilità di somministrare test o questionari da parte delle scuole per valutare gli stili di vita dei minori fra i quali gli aspetti relazionali, psicologici e comportamentali vanifica la volontà del legislatore”.

     
    March 02

    Psicofarmaci ai minori, passa all'unanimità la proposta di legge in Trentino

    Giovedì 21 febbraio si è tenuta la tavola rotonda per informare i cittadini sul tema dell'iperattività, degli screening nelle scuole, in particolare sull'indagine promossa nelle scuole della Vallagarina. Sono stati trattati gli aspetti medici, culturali e sociali di questo fenomeno, nonché l'aspetto giuridico. Più di 150 genitori, insegnanti, medici hanno attivamente partecipato ed hanno avuto occasione di comprendere la tematica in oggetto, così da poter fare scelte consapevoli.

    Introdotto dal Consigliere Provinciale Cristano de Eccher, che ha informato i presenti dell'approvazione all'unanimità, da parte della IV Commissione permanente della Provincia di Trento, del progetto di Legge n. 259 ispirato alla legge già approvata in Piemonte (che prevede, tra l'altro il divieto di eseguire gli screening psicopatologici nelle scuole e l'obbligo del consenso informato scritto dei genitori prima della somministrazione di tali sostanze), il convegno è proseguito con gli interventi del dott. Cestari (Presidente CCDU Italia), dell'avv. Di Francia (Chairman distrettuale Kiwanis International Italia - San Marino), del dott. Plotegher (medico e Consigliere Comunale di Rovereto), del dott. Bombarda (Consigliere Provinciale), del dott. Poma (Portavoce nazionale campagna "Giù le mani dai Bambini").

    Gli elementi scientifici illustrati hanno evidenziato la totale mancanza di qualsiasi base oggettiva ed organica a sostegno dell'esistenza di una specifica malattia o disturbo definita ADHD. Con la sigla ADHD si illustra pertanto solo un comportamento dei bambini, che come ogni altro comportamento umano, anche qualora protratto nel tempo e di particolare rilevanza può essere originato da molte e differenti cause. La parola ADHD assume quindi unicamente il "valore" di uno "spiegatutto" che in realtà non chiarisce nulla, mentre illude genitori ed insegnanti di aver trovato il perchè.

    Il pubblico presente ha espresso grande soddisfazione, e vi è stata una calorosa partecipazione con interventi e domande rivolte ai relatori.

    Continueremo a lavorare per informare il pubblico e promuovere iniziative istituzionali e di legge per salvaguardare la salute dei minori.

    Recenti articoli di giornale sul tema:
    Il Trentino del 16 febbraio 2008
    Il Trentino del 22 febbraio 2008

    February 19

    Personaggi fantomatici per malattie fantomatiche. Le scuole stanno diventando terra di conquista per chiunque

     Il giorno 29 Gennaio il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, a seguito di una segnalazione del Sig. Gianni Zappoli, Responsabile del centro Don Milani di Bologna e Pianoro, ha presentato una segnalazione all’Ordine degli Psicologi e al Provveditorato Scolastico Regionale e Provinciale nei confronti della Dott.ssa Monica Pavan, la quale, sul suo sito (www.associazioneagap.org), afferma d’insegnare ai docenti delle scuole di Bologna e Provincia come riconoscere nei bambini la (mai provata scientificamente) “malattia” psichiatrica ADHD, meglio conosciuta come “iperattività”.
    Questa dottoressa si presenta come psicologa, nonostante l’ordine degli psicologi nazionale e regionale, salvo errori, neghi la sua iscrizione. Se ciò corrisponde al vero ci troviamo di fronte ad una psicologa, che tale non è, che insegna come diagnosticare una “malattia” mentale, che tale non è.    
    Le nostre scuole sembra si stiano trasformando sempre più in distaccamenti delle ASL, che propongono ai Presidi, con il supporto di psicologi, fantomatici programmi che dovrebbero migliorare l’istruzione e le relazioni. Questi programmi sono le brutte copie di quelli attuati in America dal 1965 e che hanno causato il disastro nella loro istruzione. Le stragi nelle scuole americane sono una diretta conseguenza di tali programmi. I Presidi hanno il dovere di informarsi riguardo ai risultati, se di risultati si può parlare, prodotti nel passato da tali programmi. Non devono fidarsi solo per il fatto che a proporli sono dei cosiddetti “professionisti”.
    Se qualcuno pensa di trasformare le nostre scuole in un nuovo mercato per la psicologia e la psichiatria ha fatto male i suoi calcoli.
    Noi continueremo a denunciare chiunque sostenga la necessità di screening nelle scuole, chiunque sostenga l’ADHD e i disturbi dell’apprendimento come fossero malattie mentali, nonostante non ci siano prove scientifiche a sostegno.
    Non ci sono scuse e compromessi su una questione così delicata. E’ il futuro dei nostri bambini che è in gioco.  
    Preghiamo tutti i genitori a cui figli sono stati sottoposti test psicologici nelle scuole, sotto forma di domandine, osservazione diretta, sviluppo di temi e disegni, di segnalarlo al nostro Comitato.  
    Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus    Tel.: 02/36510685   Email: info@ccdu.org

    Sito: www.ccdu.org

    February 12

    Economia e affettività

    Partiamo da un dato evidente: nonostante i politici si affannino per farlo aumentare, insieme al PIL crescono l’insoddisfazione e la fatica di vivere. Ciecamente, però, continuano a sostenere che questa è l’unica strada per stare meglio. L’obiettivo però resta sempre ad un passo e richiede ancora un altro sforzo, un’altra rinuncia. Bisogna andare avanti, si dice a destra e a manca, senza tener conto del fatto che “il mal’essere” colpisce un numero sempre maggiore di persone, come testimonia l’incremento vertiginoso del consumo di psicofarmaci.

    Le conseguenze più gravi di questa marcia forzata si abbattono sulla qualità della vita dei bambini e degli adolescenti. Molti di loro devono infatti ricorrere alle cure degli psichiatri: i bambini che soffrono del cosiddetto “disturbo da deficit di attenzione con iperattività” vengono trattati con il Ritalin; un adolescente su quattro è depresso, ha paura di essere giudicato imbranato e soffre terribilmente alla sola idea di porsi in relazione con gli altri ( “sindrome di Linus”).

    Sappiamo inoltre che moltissime persone, non solo ragazzi, fanno largo uso di alcool e di sostanze stupefacenti e hanno comportamenti alimentari autodistruttivi (del tipo bulimia anoressia) e socialmente pericolosi. L'impressionante numero di suicidi tra i giovani è il sintomo evidente del fatto che lo stress dei sistemi di adattamento alla “realtà economica” sta diventando insostenibile: troppa fretta, troppa competizione.

    E’ facile sentirsi soli e isolati in un contesto che non tiene conto delle nostre debolezze, dei nostri bisogni, dei nostri tempi. La vita assomiglia sempre più a una giostra troppo veloce, con pochi appigli per farci sentire sicuri. Il fatto che a farne le spese siano soprattutto i nuovi arrivati, cioè la parte della società che ha bisogno prima di tutto di attenzione e di cura, quindi di tempo e di affetto, indica chiaramente il fallimento di un sistema che non tiene in nessuna considerazione i valori dello stare insieme, delle relazioni affettive: beni non acquistabili, non vendibili, non sostituibili con altri beni.

    I dati su come un ambiente disagevole, troppo competitivo e poco attento a curare la qualità delle relazioni, formi individui sempre più insoddisfatti e aggressivi, rende pericoloso rinviare ad un domani “più ricco” il progettare l'unica alternativa possibile: un modo di stare insieme che risponda adeguatamente alla richiesta di felicità e di attenzione che ci viene dai bambini.

    Il professor Campiglio, nel suo saggio “Prima le donne e i bambini” (Il mulino editore) propone di trovare il modo di far contare anche i bambini nelle scelte che li riguardano. Solo in questo modo, sostiene, si può vivere in una società più attenta alla costruzione del futuro. J. M. Barrie (l’autore di Peter Pan) in “Coraggio ragazzi” (Bollati editore) incoraggia i ragazzi a non lasciare “esclusivamente nelle nostre mani le decisioni che sono più vitali per loro che per noi.”

    Per riconoscere a queste energie nuove la possibilità di contare di più nelle nostre scelte c’è una sola strada: impegnarsi a non ricorrere alla conflittualità per educarli e garantire così la solidarietà fra le generazioni. I bambini devono rappresentare per gli adulti, con la loro fragilità e dipendenza, uno stimolo a costruire situazioni nelle quali l'essere trattati con affetto diventi un valore assolutamente irrinunciabile.

    January 13

    Continua la campagna per far accettare la somministrazione di psicofarmaci ai bambini

    COMUNICATO STAMPA

     

    Continua la campagna per far accettare la somministrazione di psicofarmaci ai bambini

    Nonostante le avvertenze del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani il dr. Campolongo e alcuni dirigenti scolastici della Vallagarina si ostinano a proseguire il discusso studio sull'ADHD

     

    Trento, 12 gennaio 2008.

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani desidera informare i cittadini sulle effettive conseguenze della campagna “La Testa Altrove”.

    Ci troviamo di fronte infatti ad un fenomeno nuovo per la nostra nazione e per la Provincia stessa.

    Noi riteniamo, sulla base dei dati qui di seguito illustrati, che senza precise norme, anche qui possa avvenire ciò che, dopo essere dilagato negli USA, sta prendendo piede in tutta Europa.

    Ma procediamo con ordine. Di quale fenomeno stiamo parlando?

    Ciò che fronteggiamo oggi è il dilagare del consumo di psicofarmaci prescritti a bambini ed adolescenti. I dati, parlano chiaro e citiamo solo alcuni esempi:

    - Il metilfenidato, laddove distribuito in modo massiccio, ha condotto persino a fenomeni di spaccio. Non sono rari e vengono anche riportati dai mezzi di stampa, i casi in cui i bambini di famiglie povere, vengono addestrati dai genitori ad essere irrequieti a scuola, al fine di ricevere la diagnosi ed il farmaco. Quest’ultimo viene poi spacciato ad alto prezzo sulle strade e diviene un’interessante forma di guadagno. Mark Townsend, “Scourge of The Ritalin Pushers” The Observer (UK), 4 May, 2003.

    - La vendita di metilfenidato in tutto il mondo è aumentata da 2,8 tonnellate nel 1990 a 15,3 tonnellate nel 1997.

    - Nel 2002, il Council of Europe Parliamentary Assembly ha affermato che le percentuali più alte di consumo di metilfenidato sono state registrate in Svizzera, Islanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Germania, Belgio e Lussemburgo. In Gran Bretagna la percentuale delle prescrizioni dello stimolante è aumentata del 9.200% tra il 1992 e il 2000.

    Lucy Johnston, “These Youngsters are like guinea pigs in a huge medical experiment...” Sunday Express, 15 June 2003.

    - Oggi nelle scuole del Queensland, in Australia, gli scolari non si mettono più in fila per la merenda, ma fanno la fila per il farmaco che mette sotto controllo i “problemi del loro comportamento”. Gli insegnanti passano più tempo a distribuire “medicine” che ad insegnare.

    Kara Lawrence, "Drug Shame, Row over virus of the '90s." Sunday Mail, 22 Feb. 1998.

    - “Non è un lavoro divertente”, racconta una maestra d’asilo. “Come maestra mi si spezza il cuore a dover somministrare queste droghe a bambini di tre anni, per poi vederli trascorrere la giornata in uno stato di zombie”.

    Chris Griffith, "The virus of the '90's, 'Zombie' heartbreak," Gold Coast Sunday Mail, March 1998.

    - L’uso di farmaci come il Ritalin sta facendo correre “rischi tremendi” ad un’intera generazione di ragazzi. Il farmaco è prescritto, per “controllare il comportamento in breve tempo” e non per ridurre un identificabile rischio per la salute del bambino. Nella nostra società non si era mai verificato un controllo chimico del comportamento umano di così vasta scala al di fuori degli ospedali e dei manicomi. -

    Intervista a Thomas Moore, autore di Prescriptions for Disaster, 1997

    Jeanie Russell, "The Pill That Teachers Push," Good Housekeeping, Dec. 1997.

    - 11.000.000, i minori che ogni anno utilizzano psicofarmaci (per tutte le varie patologie psichiatriche) nei soli Stati Uniti (fonte: NIMH, Nexus, Los Angeles Times); 17.000.000 il totale nel mondo.

    - 10%, la percentuale della popolazione infantile USA che soffrirebbe (secondo chi sostiene questa teoria non scientificamente provata) dell'ADHD, Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione (fonte: International Narcotics Control Board, OMS)

    - 2 miliardi di dollari, il giro d'affari per la vendita di un'unica molecola (metilfenidato, nome commerciale Ritalin ®) nei soli Stati Uniti (fonte: DEA USA)

    - 12%, la percentuale di bambini che ricevevano già psicofarmaci all'inizio delle scuole elementari nella vicina Francia (fonte: Ministere de la Santè, ricerca pubblicata su Canadian Journal of Psichiatric vol. 43)

    - 30.000, i bambini Italiani che ogni giorno assumono antidepressivi, che inducono potenzialmente al suicidio. (fonte: Istituto Mario Negri di Milano)

    Potremmo proseguire per molte pagine, ma qui volevamo unicamente ribadire l’esistenza del fenomeno.

     

    I test per l’ADHD, la discalculia o per altre presunte patologie mentali avvengono oggi nelle scuole italiane, compilati da psicologi, insegnanti e a volte dai genitori (ma non sempre – anzi in alcuni casi i genitori non erano nemmeno stati informati) e non sono limitati ai progetti di ricerca nazionali (ufficialmente conclusi): si diffondono a macchia di leopardo e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi sul loro territorio.

    L’opera di diffusione certosina, se pur frammentaria, prosegue con alacrità e zelo tali da indurre persino ad ipotizzare un progetto orchestrato.

     

    Apparentemente potrebbe configurarsi come un tema di politica sanitaria.

    In realtà è un argomento esclusivamente, profondamente, radicalmente, politico: è in gioco il concetto stesso della democrazia.

     

    Come è possibile che nel giro di poco più di un decennio il numero dei bambini in trattamento con psicofarmaci negli USA sia arrivato a 11.000.000?

    Come è possibile che lo stesso indice di incremento avvenga oggi in Inghilterra, Francia e Germania?

     

    Un’analisi dettagliata ci fornisce le risposte. Carro trainante è certamente stata la ADHD (ben 6.000.000 degli 11.000.000 di bambini americani sono in terapia per questa presunta “patologia”).

     

    Inoltre, prima negli USA e poi nelle altre nazioni, possiamo facilmente osservare che viene messa in atto e replicata fedelmente la stessa modalità operativa: si tratta non tanto di un allarme medico scientifico, quanto una precisa strategia di marketing.

     

    La strategia di marketing è organizzata come segue:

     

    1)      Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove “esperti del settore”, annunciano la presenza di tale malattia, nonché la necessità di diagnosticarla precocemente. Bisogna CREARE il problema, convincere la popolazione che questo problema esiste, che è grave e che si tratta di una malattia (disturbo neuro-biologico)!

     

    2)      Gli psicofarmaci atti a “curare” tale malattia vengono approvati e introdotti sul mercato.

     

    3)      Si organizzano convegni scientifici sul “problema” e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il “diritto alle cure e alla diagnosi precoce”.

     

    4)      I test per fare la diagnosi vengono distribuiti in alcune scuole e gli insegnanti vengono, tramite corsi di formazione, addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi.

     

    5)      Mentre cresce la campagna stampa, al fine di “sensibilizzare” la popolazione, vengono approvate leggi che, stabiliscono che i test con le domandine vengano eseguiti a tappeto in tutte le scuole, sin dalla prima infanzia.

     

    Il risultato finale: milioni di nuovi consumatori di pillole e tutti i disastri conseguenti.

    Si aggiunga infine che se da un lato la scuola rappresenta il luogo privilegiato di osservazione del disagio dei bambini e degli adolescenti, dall’altro il suo compito principale ed essenziale è quello dell’apprendimento, certamente non quello di trasformarsi o di essere trasformata in un laboratorio di igiene mentale.

    Uno Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli, nemmeno nelle scuole.

    I test psicopatologici nelle scuole sono l’invasione dello stato nella famiglia e nella vita dei cittadini. Si fondano su una visione di stato totalitaria e rappresentano un grave rischio per la democrazia. 

    Il test promosso con zelo dal dr. Campolongo e dal Lions Club rientra pienamente nei punti 3 e  4 di questa strategia. Come ho già detto a più riprese noi siamo convinti della buona fede della maggioranza delle persone che portano avanti queste campagne e abbiamo cercato (inutilmente) di incontrare le persone interessate per informarle di questa strategia in atto, almeno per sospendere la sperimentazione in vista di un approfondimento della materia.

    Su questa materia si è già espresso anche il Consiglio regionale piemontese che il 30 ottobre 2007 ha approvato all'unanimità la Legge n. 405 "Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti". Infatti, punti cardine della legge sono l'art. 4 che vieta la somministrazione di test per l'ADHD e altri testi psicopatologici all'interno delle strutture scolastiche, e l'art. 3 che introduce l'obbligo del consenso informato che deve essere sottoscritto dai genitori del minore per i quali è stato proposta la somministrazione di psicofarmaci.

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma di richiedere accurate analisi mediche. Inoltre ti ricordiamo che puoi sempre ritirare il tuo consenso a questo “sondaggio”. Certo è possibile che questa indagine sia animata da buoni propositi e probabilmente le persone coinvolte sono in buona fede. Ma prima di dare il tuo consenso a qualcosa che potrebbe rovinare il futuro di tuo figlio, ti consigliamo di informarti scrupolosamente.

    Se desideri informazioni o ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus (www.ccdutrento.org).

     
    December 24

    COMUNICATO STAMPA

    COMUNICATO STAMPA

     

    Anche i bambini del Trentino sono in pericolo?

    Quali sono i rischi di una ricerca “scientifica” sulle problematiche legate all’iperattività

     

    Trento, 22 dicembre 2007. Recentemente i genitori dei bambini di alcune scuole elementari Vallagarina hanno ricevuto una richiesta di consenso al trattamento dei dati sensibili nell’ambito dello studio clinico “La testa altrove” – Indagine sul Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.

    Un genitore allarmato ci ha inviato questa richiesta chiedendo l’aiuto del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani. Il nostro comitato ha raccolto nel corso degli anni centinaia di denunce e tutelato i diritti di moltissimi cittadini vittime di abusi nel settore della salute mentale. In provincia di Trento si è distinto per una campagna informativa contro gli abusi di psicofarmaci ai bambini e i test psicopatologici nelle scuole, e per il sostegno a una legge Regionale che sostiene il divieto di somministrazione di test psicopatologici nelle scuole e il consenso informato scritto dei genitori per le cure a base di psicofarmaci.

    La lettera inviata ai genitori contiene delle affermazioni sconcertanti. La prima affermazione che desideriamo commentare è la seguente: “L’importanza di raccogliere in maniera organizzata tali dati trova la sua motivazione nella possibilità di programmare delle risposte adeguate sia in termini di interventi, a carattere preventivo e curativo, sia in termini di un’adeguata organizzazione dei servizi: collaborazione tra scuola, famiglia e servizio sanitario…”

    Qual è il vero significato di “interventi a carattere preventivo e curativo” e “collaborazione tra scuola, famiglia e servizio sanitario”?

    Invitiamo ogni cittadino a riflettere sui seguenti punti:

    1) Negli ultimi due anni in Gran Bretagna la prescrizione medica di psicofarmaci ai bambini è aumentata del 9200%, mentre in Germania è aumentata del 800%. Ora sta iniziando anche in Italia. A chi conviene tutto ciò? Non certo ai bambini…

    Chiedetevi: come è possibile un così vasto aumento?

    2) Per convincere i genitori alla somministrazione, occorre PRIMA convincerli che i loro figli siano malati.

    3) A tal fine è in atto una precisa strategia di marketing:

    L’importanza di raccogliere in maniera organizzata tali dati trova la sua motivazione nella possibilità di CREARE un problema per convincere la popolazione della necessità di interventi curativi che consisteranno anche nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini, e di organizzare nella scuola dei canali di marketing volti al procacciamento di potenziali clienti (i bambini) che verranno poi indirizzati verso cure.”

    In pratica, questa indagine “scientifica” è volta a “dimostrare” che esiste un problema. Vi invito a vedere quali saranno i “risultati” di questa indagine… La scuola verrà quindi “ri-organizzata” per fare in modo che gli insegnanti non siano più degli operatori didattici ma dei promotori commerciali che segnalano i bambini ai servizi sanitari. I servizi sanitari quindi indirizzeranno il bambino verso una cura con degli psicofarmaci (Ritalin, Strattera, ecc.) noti per i loro gravi effetti collaterali tra cui il suicidio.

    Tutto inizia, ed è iniziato, negli USA, in Inghilterra, in Germania e così via, con queste “innocue indagini per programmare risposte adeguate in termini di interventi, a carattere preventivo e curativo…”

    Alcuni ulteriori elementi che sarebbe meglio conoscere.

    Nei convegni ufficiali viene detto: “l’uso degli psicofarmaci è l’ultima risorsa”, “la cura è di tipo psicopedagogico”, “la famiglia è importante”... Ma allora perché, da quando sono stati rimessi in vendita, l’83% dei bambini diagnosticati iperattivi e con deficit di attenzione (ADHD) sono stati messi sotto psicofarmaci (Fonte: Istituto Superiore della Sanità)?

    Oggi più di 17 milioni di bambini in tutto il mondo sono in “cura” psicofarmaci. Diversi enti di controllo dei farmaci hanno emanato direttive per limitare l’uso di psicofarmaci sui minori, poiché possono provocare comportamenti violenti ed anche condurre al suicidio.

    In Italia, secondo uno studio dell'istituto Mario Negri, i minori sotto trattamento con psicofarmaci sono già oltre 30.000.

    In trentino i bambini che assumono psicofarmaci sono 1.900. Mentre in Veneto 55.000 bambini “soffrirebbero” di disagi o turbe mentali e quindi sarebbero potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci. Di questi ben 12.200 rischierebbero di essere etichettati come affetti da “Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività”.

    Chi ci guadagna in tutte queste diagnosi?

    Nella lettera inviata ai genitori della Vallagarina si dice anche: “La ricerca verrà condotta mediante la distribuzione di due questionari: uno rivolto ai genitori … uno rivolto agli insegnanti …” In pratica è un’indagine per conoscere le opinioni di genitori e insegnanti. Sono questionari soggettivi (che nonostante le nostre richieste non ci sono stati forniti) che non hanno nulla di scientifico. Del resto chiunque può dirvi che nella scienza sono sempre esclusi la soggettività, il giudizio e l’opinione personale. Quindi perché non chiamarla con il suo nome: un’indagine di mercato?

    La domanda che sorge spontanea è: per vendere che cosa?

    Gli psicofarmaci prescritti ai bambini hanno effetti collaterali dannosi! Il Ritalin (che appartiene alla famiglia delle anfetamine…) era stato ritirato dal mercato nel 1982 perché ritenuto tossico e dava dipendenza, mentre lo Strattera negli USA è stato messo in relazione con un altissimo numero di suicidi nei bambini. Si stima che gli antidepressivi abbiano causato 63.000 suicidi. Tra cui bambini di 5 anni. Se non fosse per i gravissimi effetti di queste sostanze non avremmo nulla da ridire, a parte lo spreco di fondi pubblici per un’indagine il cui valore scientifico è ZERO.

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma di richiedere accurate analisi mediche. Inoltre ti ricordiamo che puoi rifiutarti di dare il tuo consenso a questo “sondaggio”. Certo è possibile che questa indagine sia animata da buoni propositi e probabilmente le persone coinvolte sono in buona fede. Ma prima di dare il tuo consenso a qualcosa che potrebbe rovinare il futuro di tuo figlio, ti consigliamo di informarti scrupolosamente.

    Se desideri informazioni o ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus (www.ccdutrento.org).

     

     

    December 13

    Psicofarmaci: Prima pastiglia a otto anni

    I bambini italiani che assumono psicofarmaci quotidianamente vanno dai 30.000 ai 60.000", così scrive l'On. Patrizia Paoletti Tangheroni nell'interrogazione parlamentare presentata la scorsa settimana, a distanza di pochi giorni dall'interrogazione del Senatore Maurizio Eufemi, sempre sullo stesso argomento. La preoccupazione è giustificata ancor più dal fatto che i presupposti stessi della "malattia" vengono messi continuamente in discussione: Leiber dell'FDA afferma che "Nessun aspetto fisiopatologico del disordine è ancora stato delineato" il Dr. Fred Baughman,
    nel suo libro "The Future of ADD", scrive: "Sia la FDA che la DEA hanno
    riconosciuto che l'ADHD non è una malattia, né organica né biologica".
    Ma se non esiste uno squilibrio biochimico, perché lo si cerca di curare con sostanze chimiche? I principi attivi maggiormente utilizzati sono due: il Metilfenidato, meglio conosciuto col nome di Ritalin, e l'Atomoxetina.

    Il trattamento può iniziare presto, perché già a 8 anni molti bambini ricevono la prima pastiglia. E' difficile pensare che a quell'età un bambino possa rendersi conto delle conseguenze a cui va incontro, con sostanze che in molti casi portano alla dipendenza. Il Prozac ad esempio, la cui soglia di somministrazione è stata portata da 18 a 8 anni solo di recente, può causare quasi mille differenti effetti collaterali; inoltre sono noti casi di suicidio; stesso discorso per il Ritalin, un'anfetamina, reintrodotta in Italia da poco.

    Una volta i professionisti erano gli insegnanti; oggigiorno abbiamo l'equipe psico-pedagogica che munita di altisonanti "Progetti psicologici", basati sul controllo del comportamento, è entrata nella scuola, somministra test, questionari di improbabile validità
    scientifica, ne valuta i risultati ed infine etichetta il bambino, visto che qualsiasi difficoltà può rientrare tranquillamente in qualche "disturbo psichiatrico" come ADHD o la discalculia, la disortografia, ecc...; i genitori non vengono mai completamente informati su cosa si farà esattamente con questi progetti, che spesso sono i più variegati e i questionari psicologici invasivi che sollecitano dati sul bambino e sulla famiglia, sono spesso compilati senza il consenso dei genitori, per non parlare di come si utilizzeranno le informazioni raccolte, come verranno valutate e dove andranno a finire. Spesso le etichette rimangono nella storia dell'alunno che se le porta avanti anche negli anni successivi e i genitori restano inconsapevoli che il loro figlio sia stato schedato.

    Molti bambini vengono poi indirizzati in centri di neuropsichiatria infantile che sono il punto d'ingresso verso trattamenti farmacologici, anziché interventi didattici e sociali. Ce
    ne sono
    40 attivi sul territorio nazionale e sono 112 quelli accreditati. E' stato istituito anche un registro nazionale, per monitorare la somministrazione degli psicofarmaci sul campo.

    Su questo tema è pertanto fondamentale il consenso informato e un'inequivocabile chiarezza e trasparenza nell'informazione al cittadino, in merito a queste iniziative svolte sui bambini e ad ogni possibile effetto dei farmaci utilizzati che per altro hanno effetti collaterali molto gravi. Senza la coercizione di "velate" minacce nel caso si rifiutino di somministrare psicofarmaci ai propri figli o sottopongano i figli a trattamenti psicologici.

    Lo screening dei bambini per "localizzare" malattie mentali non è qualcosa di nuovo. Tale strumento trova riscontro nella prassi della Germania nazista per ripulire la società dagli "elementi inferiori". Nel 1930 Ernst Rudin, fondatore della "genetica psichiatrica" e tra gli ideatori dell'Olocausto, durante un discorso al
    Congresso Internazionale sull'Igiene Mentale che si tenne a Washington D.C., propose un approccio eugenetico unitario per estirpare coloro che sono portatori noti di "malattie ereditarie". In cima all'elenco dei "difetti" che gli eugenisti americani avrebbero stilato in seguito, c'era il "disturbo da deficit dell'attenzione". Come diretta conseguenza del movimento di eugenetica psicologica, le scuole americane effettuarono per prassi lo screening dei bambini, e quelli che venivano ricoverati "idiota, imbecille, e deficiente erano tutti termini medici", venivano usati per definire vari livelli di ritardo o incapacità mentale".

    A tutt'oggi ben 17 milioni di bambini nel mondo sono stati diagnosticati "disturbi mentali".

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

    Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

    December 05

    PSICOFARMACI: PRIMA PASTIGLIA A OTTO ANNI

    Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani

                                                                     

                                                                                                             Milano, 1 Dicembre 2007

     

           

    COMUNICATO STAMPA  

    PSICOFARMACI: PRIMA PASTIGLIA A OTTO ANNI

     

     

    “I bambini italiani che assumono psicofarmaci quotidianamente vanno dai 30.000 ai 60.000”, così scrive l’On. Patrizia Paoletti Tangheroni nell’interrogazione parlamentare presentata la scorsa settimana, a distanza di pochi giorni dall’interrogazione del Senatore Maurizio Eufemi, sempre sullo stesso argomento. La preoccupazione è giustificata ancor più dal fatto che i presupposti stessi della “malattia” vengono messi continuamente in discussione: Leiber dell’FDA afferma che “Nessun aspetto fisiopatologico del disordine è ancora stato delineato”; il Dr. Fred Baughman, nel suo libro “The Future of ADD", scrive: “Sia la FDA che la DEA hanno riconosciuto che l'ADHD non è una malattia, né organica né biologica”. Ma se non esiste uno squilibrio biochimico, perché lo si cerca di curare con sostanze chimiche? I principi attivi maggiormente utilizzati sono due: il Metilfenidato, meglio conosciuto col nome di Ritalin, e l'Atomoxetina.

     

    Il trattamento può iniziare presto, perché già a 8 anni molti bambini ricevono la prima pastiglia. E' difficile pensare che a quell'età un bambino possa rendersi conto delle conseguenze a cui va incontro, con sostanze che in molti casi portano alla dipendenza. Il Prozac ad esempio, la cui soglia di somministrazione è stata portata da 18 a 8 anni solo di recente, può causare quasi mille differenti effetti collaterali; inoltre sono noti casi di suicidio; stesso discorso per il Ritalin, un'anfetamina, reintrodotta in Italia da poco.

     

    Una volta i professionisti erano gli insegnanti; oggigiorno abbiamo l’equipe psico-pegadogica che munita di altisonanti "Progetti psicologici", basati sul controllo del comportamento, è entrata nella scuola, somministra test, questionari di improbabile validità scientifica, ne valuta i risultati ed infine etichetta il bambino, visto che qualsiasi difficoltà può rientrare tranquillamente in qualche "disturbo psichiatrico" come ADHD o la discalculia, la disortografia, ecc…; i genitori non vengono mai completamente informati su cosa si farà esattamente con questi progetti, che spesso sono i più variegati e i questionari psicologici invasivi che sollecitano dati sul bambino e sulla famiglia, sono spesso compilati senza il consenso dei genitori, per non parlare di come si utilizzeranno le informazioni raccolte, come verranno valutate e dove andranno a finire. Spesso le etichette rimangono nella storia dell'alunno che se le porta avanti anche negli anni successivi e i genitori restano inconsapevoli che il loro figlio sia stato schedato.

     

     Molti bambini vengono poi indirizzati in centri di neuropsichiatria infantile che sono il punto d’ingresso verso trattamenti farmacologici, anziché interventi didattici e sociali. Ce ne sono 40 attivi sul territorio nazionale e sono 112 quelli accreditati. E’ stato istituito anche un registro nazionale, per monitorare la somministrazione degli psicofarmaci sul campo.

     

    Su questo tema è pertanto fondamentale il consenso informato e un’inequivocabile chiarezza e trasparenza nell’informazione al cittadino, in merito a queste iniziative svolte sui bambini e ad ogni possibile effetto dei farmaci utilizzati che per altro hanno effetti collaterali molto gravi. Senza la coercizione di "velate" minacce nel caso si rifiutino di somministrare psicofarmaci ai propri figli o sottopongano i figli a trattamenti psicologici.

     

    Lo screening dei bambini per "localizzare" malattie mentali non è qualcosa di nuovo. Tale strumento trova riscontro nella prassi della Germania nazista per ripulire la società dagli "elementi inferiori". Nel 1930 Ernst Rudin, fondatore della "genetica psichiatrica" e tra gli ideatori dell'Olocausto, durante un discorso al Congresso Internazionale sull'Igiene Mentale che si tenne a Washington D.C., propose un approccio eugenetico unitario per estirpare coloro che sono portatori noti di "malattie ereditarie". In cima all'elenco dei "difetti" che gli eugenisti americani avrebbero stilato in seguito, c'era il "disturbo da deficit dell'attenzione". Come diretta conseguenza del movimento di eugenetica psicologica, le scuole americane effettuarono per prassi lo screening dei bambini, e quelli che venivano ricoverati "idiota, imbecille, e deficiente erano tutti termini medici",  venivano usati per definire vari livelli di ritardo o incapacità mentale". A tutt'oggi ben 17 milioni di bambini nel mondo sono stati diagnosticati "disturbi mentali".

     

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

     

    Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

     

    Tel.: 02 36510685

    Email: linea.stampa@ccdu.org     

    Siti: www.ccdu.org

     

    November 24

    PAGLIARO: "NO AGLI PSICOFARMACI PER I BAMBINI"

    L’assessore all’Igiene Pubblica, Sanità e Qualità della Vita Alfredo Pagliaro partecipa oggi a Roma alla manifestazione “Bambini diversamente vivaci: patologia o risorsa?”.
    Si tratta di seminario organizzato dal comitato “Giù le mani dai bambini” (in collaborazione con l’Università La Sapienza ed il Comune di Roma) in occasione della giornata mondiale dell’Infanzia 2007 ed in programma presso la sala “Giulio Cesare” del Campidoglio a Roma.
    Al centro dell’incontro (a cui prenderanno parte esperti e rappresentanti del mondo della Sanità e delle Istituzioni) il tema degli psicofarmaci ai bambini, lo scenario nazionale ed internazionale, la posizione degli organismi di controllo e della comunità scientifica, le soluzioni alternative ed il marketing farmaceutico. L’iniziativa rientra nell’ambito di “Giù le mani da i bambini”, campagna nazionale di sensibilizzazione ed informazione per la difesa del diritto alla salute dei bambini, a cui il Comune di Lecce ha concesso il patrocinio.

    “Vado a Roma per difendere la dignità e la salute dei nostri bambini - sottolinea l’assessore Pagliaro - perché alcune sostanze creano disturbi notevolissimi sulla loro psiche e sui loro organi.
     E si tratta di soggetti spesso inconsapevoli a cui i farmaci vengono somministrati solo per accontentare lobby o genitori troppo stanchi oppure insegnanti poco volenterosi”.
    Nei giorni scorsi Alfredo Pagliaro aveva scritto al presidente e all’assessore alla Sanità della Regione Puglia, all’Istituto superiore della sanità, all’Agenzia italiana del farmaco e all’Asl di Lecce per esprimere contrarietà all’utilizzo di psicofarmaci sui bambini e per invitare ad esaminare attentamente la problematica.
    November 19

    PARLAMENTO INTERROGA LA TURCO SULL’USO SPROPOSITATO DI PSICOFARMACI AI BAMBINI

    COMUNICATO STAMPA

    Negli ultimi anni in Italia c’è stata un'escalation nella vendita di psicofarmaci e di diagnosi discutibili come l’ADHD, nei confronti dei cosidetti bambini “ipercinetici”, che una volta erano semplicemente considerati vivaci.

    Il senatore Maurizio Eufemi, in questi giorni, ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute Livia Turco, per fare chiarezza sulla questione.

    "Sull'opportunità di somministrare questi potenti prodotti psicoattivi ai minori" scrive il parlamentare "la comunità scientifica non è assolutamente concorde".

    Psicofarmaci come il Ritalin e lo Strattera dal maggio di quest'anno sono stati approvati e indirizzati ai bambini, ma la preoccupazione è che si possano raggiungere situazioni di allarme come negli Stati Uniti, dove milioni di bambini fanno uso del Ritalin e molti lo spacciano addirittura nelle scuole, trattandosi a tutti gli effetti di una droga a basso costo, un potente stimolante classificato tra le anfetamine.

    Nonostante la richiesta di restrizioni da parte della comunità scientifica, come predisposto dall'Istituto Sanitario Superiore e dall'AIFA, al fine di limitare gli abusi, non si capisce quali impedimenti ne abbiano di fatto frenato l'attuazione.

    Misure preventive sono invece già state prese in Piemonte.

    Un mese fa una proposta di legge approvata dal Consiglio Regionale ha vietano gli psicofarmaci e i test psichiatrici nelle scuole piemontesi.

    Una seconda proposta di legge è anche stata presentata in Campania da Tonino Scala, che a tal proposito, spiega: "Non sono rari i casi in cui, a causa di eccessive diagnosi psichiatriche di 'disturbi' infantili relativi al comportamento e all'apprendimento, come l'ADHD, a milioni di bambini in tutto il mondo vengono somministrati psicofarmaci, molti dei quali già classificati nella tabella delle sostanze stupefacenti, che danno assuefazione"

    Decisioni di certo non favorevoli alle compagnie del farmaco, che già ci stanno provando per altre strade.

    Federfarma pochi giorni fa ha annunciato che psicofarmaci come il Roipnol e alcuni antidepressivi potrebbero essere distribuiti al supermercato.

    Non si tratta di pregiudizi ideologici e allarmi infondati, come alcuni psichiatri hanno sostenuto nel tentativo  di difendere le loro iniziative.

    Il nostro sistema di salute mentale ha il dovere di escludere ogni possibilità che una diagnosi pseudoscientifica, che introduca false etichette e trattamenti psichiatrici invasivi come l'uso di potenti psicofarmaci sui bambini possa risultare in casi di abuso, frode o morte.

    Dovrebbe invece promuove la ricerca di vere soluzioni, che peraltro esistono, e proteggere il diritto inalienabile di essere educati senza essere falsamente etichettati o sottoposti a trattamenti farmacologici.

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

     

    Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

    Tel.: 02 36510685

    Email: linea.stampa@ccdu.org     

    Siti: www.ccdu.org

     

    October 13

    17 MILIONI DI BAMBINI SENZA UN FUTURO!

    Pensi che la psichiatria non abbia a che fare con te? Ripensaci!!
     
    Un bambino "troppo vivace" ora può ricevere una diagnosi di "Iperattività"  e
    il marchio di malato mentale.
    Di conseguenza molti di loro saranno sottoposti a trattamento con pericolosi
    psicofarmaci anfetaminici.
    La psichiatria continua a sostenere che i bambini  troppo vivaci sono in realtà
    colpiti da una malattia a cui viene dato il nome di ADHD.
    Vi ricordate quando eravate bambini?
    Non so voi ma io ero molto vivace non stavo mai ferma ma non per
    questo sono malata!!
    Secondo una ricerca nazionale fatta lo scorso anno in alcune scuole italiane, il 9% degli
    scolari esaminati avrebbe un disturbo mentale e il 2% sarebbe affetto da ADHD.
    La psichiatria si è sostituita all'istruzione e in alcune scuole i NOSTRI bambini
    sono sottoposti a test psichiatrici/psicologici al fine di individuarne il "disturbo mentale"
    fin dall'infanzia.
    Un recente sondaggio dell'istituto Mario Negri stima che in Italia 34.000 bambini
    fanno uso di psicofarmaci.
    I bambini non sono cavie, sono esseri umani che hanno tutto il diritto di aspettarsi
    protezione ed amore.
    LORO SONO IL NOSTRO FUTURO!
    A rischio non c'è niente di meno che il nostro stesso futuro.