Monica's profileLA VERITA' SULLA PSICHIA...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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January 23 E' ufficiale: il Ministero dell’Istruzione vieta i test psicologici nelle scuoleCon la circolare n. 4226/P4, il Ministero dell'Istruzione impone ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali, inclusi i Sovrintendenti Scolastici per la Provincia di Bolzano e di Trento, il divieto di somministrare i test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni all'interno delle scuole. A questo proposito la circolare afferma specificatamente: “… La diagnosi di ADHD è pertanto tutt’altro che semplice, anche in virtù del conseguente possibile ricorso a terapia farmacologia, e comunque non può essere effettuata attraverso le somministrazioni all’interno delle scuole di test o di questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni.” Inoltre, in relazione ai corsi e conferenze su questi temi, la circolare precisa: “Pervengono segnalazioni, anche attraverso atti parlamentari, relative alla organizzazione di corsi rivolti a genitori e insegnanti finalizzati a propagandare l’uso di prodotti psicoattivi nei casi di bambini affetti da disturbi del comportamento e dell’apprendimento (sindrome ADHD). … Alla luce di quanto sopra espresso, si pregano le S.S.L.L. di voler dare istruzioni alle istituzioni scolastiche di competenza affinché eventuali analoghi episodi siano immediatamente portati all’attenzione degli U.S.R. di competenza e successivamente segnalati alla scrivente Direzione Generale.” Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani desidera ringraziare e manifestare la propria soddisfazione per questa presa di posizione del Ministero che ha deciso di tutelare i nostri bambini, consapevole della pericolosità insita in questi test e, indirettamente, anche dall'uso e abuso di psicofarmaci. Ben consapevoli dell'esistenza di forti pressioni per continuare quest'attività di screening all'interno delle scuole, il nostro Comitato, insieme a tutti coloro che si sono uniti in questa battaglia, continuerà a vigilare e denuncerà ogni situazione anomala che contrasti con le direttive della circolare. May 06 Trento: NO test nelle scuole, legge approvataCOTrento: NO test nelle scuole, legge approvata La Provincia autonoma di Trento approva definitivamente il progetto di Legge n. 259 che pone il divieto dei test ADHD nelle scuole e tutela i bambini dall'abuso di sostanze psicofarmacologiche. Proposta dal Consigliere Cristano De Eccher il testo è ispirato alla legge già approvata in Piemonte. Tra i punti salienti vi è il divieto di eseguire gli screening psicopatologici nelle scuole, salvo casi eccezionali stabiliti dall’azienda sanitaria, e l'obbligo del consenso informato scritto e firmato dai genitori prima della somministrazione di tali sostanze. Durante la discussione De Eccher ha ribadito quanto sostenuto dal presidente del CCDU durante l'audizione della IV commissione permanente in relazione alla strategia di marketing in corso per diffondere gli psicofarmaci tra i nostri bambini: 1) Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove “esperti del settore”, annunciano la presenza di tale malattia, nonché la necessità di diagnosticarla precocemente. Bisogna CREARE il problema, convincere la popolazione che questo problema esiste, che è grave e che si tratta di una malattia (disturbo neuro-biologico)! 2) Gli psicofarmaci atti a “curare” tale malattia vengono approvati e introdotti sul mercato. 3) Si organizzano convegni scientifici sul “problema” e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il “diritto alle cure e alla diagnosi precoce”. 4) I test per fare la diagnosi vengono distribuiti in alcune scuole e gli insegnanti vengono, tramite corsi di formazione, addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi. 5) Mentre cresce la campagna stampa, al fine di “sensibilizzare” la popolazione, vengono approvate leggi che, stabiliscono che i test con le domandine vengano eseguiti a tappeto in tutte le scuole, sin dalla prima infanzia. Il risultato finale: milioni di nuovi potenziali consumatori di pillole e tutti i disastri conseguenti. Paolo Roat, coordinatore regionale del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani di Trento ha consegnato le 4000 firme raccolte a favore della legge al Presidente del Consiglio Provinciale dott. Pallaoro Dario e si è detto molto soddisfatto dell'approvazione della legge che rappresenta una pietra miliare per la tutela dei bambini. Anche il Senatore De Eccher ha dichiarato la sua enorme soddisfazione per l'approvazione della legge perché nella sua ultima seduta come consigliere provinciale, prima di assumere l'incarico di senatore a Roma, ha coronato il lungo lavoro svolto per tutelare i minori dagli abusi di psicofarmaci. Recentemente il comitato ha chiesto al provveditorato di intervenire per verificare se l’indagine “La Testa Altrove” promossa dal dr. Campolongo del Lions Host presso le scuole di Rovereto stesse continuando nonostante le prese di posizione sfavorevoli ai test di vari organi amministrativi e istituzionali, e di avviare tutte le procedure necessarie per tutelare i bambini. Con l'approvazione di questa legge i dirigenti non hanno più alcuna scusante per continuare in un'assurda indagine che mette in pericolo i nostri bambini. Paolo Roat Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus Sezione di Trento www.ccdutrento.org - ccdutrento@tiscali.it Sito nazionale: www.ccdu.org March 28 ''La Basaglia? Una gran bella legge, mi ha salvato dal manicomio''. La storia di MarioTrent'anni fa scampò al manicomio grazie alla 180. E Luigi ha 29 anni e da 10 combatte con la depressione: ’’A quelli come me suggerisco di rivolgersi ai servizi, ma di stare alla larga dagli ospedali’’
ROMA - "Rivolgetevi ai servizi, fatevi seguire, sfruttate le strutture pubbliche che ci sono. E soprattutto tenetevi lontani dai reparti psichiatrici degli ospedali": è questo il consiglio che Luigi Saracchi dà a chi, come lui, deve fare i conti con la propria malattia mentale. Luigi ha 29 anni, ne aveva 19 quando la sua famiglia si è resa conto che aveva bisogno di cure. "Soffrivo di depressione e disturbi dell'umore", ci racconta, ripercorrendo le varie tappe del suo percorso di cura. "Ci siamo rivolti subito al Centro di salute mentale, ha iniziato a seguirmi uno psicologo, che poi mi ha indirizzato a una comunità di Lanuvio pubblica, ma non mi sono trovato bene, perché avevo la sensazione che le altre persone fossero più gravi di me. Sono tornato a casa dopo sei mesi, ma in realtà la mia situazione era disperata. Così iniziarono i ricoveri". Fu quello il vero calvario di Luigi. "I reparti psichiatrici degli ospedali sono un'esperienza terribile. E' lì che si trova il vero pregiudizio verso chi sta male: vedevo gente legata al letto, sentivo urla e liti continuamente. E la vita lì è solo sonno e pasti: ti fanno dormire e ti danno i farmaci, non c'è una vera e propria terapia". Dopo aver vissuto in altre due comunità, "dalle quali ho tratto più giovamento rispetto alla prima, oggi vivo in una casa famiglia a Spinaceto da tre anni e mezzo: siamo quattro maschi, è tutto a carico della Asl e io sto molto meglio. Ora punto ad andare a vivere in una casa alloggio, per raggiungere la piena autonomia". Mario D'Arrigo ha 60 anni ed è scampato al manicomio proprio grazie a Basaglia. "A 30 anni mi sono ammalato e stavo per finire in manicomio - racconta - Fortuna che Basaglia li ha fatti chiudere in tempo! Così, anziché al Santa Maria della Pietà, sono andato al Forlanini". Mario non ha un brutto ricordo dell'ospedale, "ma io ero tranquillo e mi trattavano coi guanti. Perché il matto ha paura del prossimo e, se nessuno lo tratta male, è la persona più squisita del mondo. Invece in manicomio i matti diventano violenti. Certo, anche in ospedale se sei violento ti legavano e ti facevano l'elettroshock. Oppure ti riempiono di sedativi finché non ti calmi. Succede anche oggi, me lo hanno detto degli amici. Ma io sono stato fortunato: oggi ho una moglie e un figlio, sono presidente della cooperativa di utenti 'Il grande capo' e sono uno dei "Quarantaquattro matti a Strasburgo", che è il libro sul viaggio a cui ho preso parte anch'io, per difendere la legge Basaglia. Ho parlato anche al Parlamento europeo - conclude - perché la 180 è stata una gran bella legge e non va cancellata. Semmai si può sistemare un po'". October 30 comunicato stampaCOMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI O.N.L.U.S. Viale Monza, 1 – 20125 MILANO – Tel. 02/36510685C.F. 97378250159________________________________________________________________________________ Coordinamento Regionale – Via G. Casalis 70 – 10140 Torino – Tel. 011-245.88.47 Fax 011-85.30.12 - Email: ccdutrn@yahoo.it Torino, 30 ottobre 2007
Redazione Cronaca
COMUNICATO STAMPA La Regione Piemonte approva una legge che pone il divieto dei test ADHD nelle scuole e tutela i bambini dall’abuso di sostanze psicofarmacologiche
Martedì 30 ottobre alle ore 14,00 il Consiglio regionale piemontese ha approvato all’unanimità la Legge n.405 “Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti” proposta dal Consigliere Regionale Gianluca Vignale (AN) e dal Presidente del Consiglio Regionale Davide Gariglio (Margherita). Punti cardine della legge sono l’art. 4 che vieta la somministrazione di test per l’ADHD e altri testi psicopatologici all’interno delle strutture scolastiche, e l’art. 3 che introduce l’obbligo del consenso informato che deve essere sottoscritto dai genitori del minore per i quali è stato proposta la somministrazione di psicofarmaci. Secondo la legge deve essere predisposto un modulo per il consenso informato “attraverso il quale il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, lo psichiatra o il neuropsichiatra infantile interessato fornisce, in forma scritta e in modo dettagliato, oltre ai vantaggi presunti, esaurienti informazioni in ordine agli effetti collaterali del farmaco consigliato, ai possibili trattamenti alternativi ed alle modalità di somministrazione.” “Questo provvedimento legislativo, senza precedenti in Europa, rappresenta un grande passo avanti per la protezione dell’infanzia e delle famiglie a fronte di una campagna di marketing che cerca di VENDERE nuove malattie senza alcun fondamento scientifico” Afferma il dott. Roberto Cestari, medico e presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), ente promotore dell’iniziativa legislativa. “Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle soluzioni appropriate. Qui ci confrontiamo con diagnosi ove si confondono sintomi con malattie. Il tutto in assenza di ogni fondamento scientifico adeguato. Se a questo aggiungiamo la conseguente somministrazione di psicofarmaci, il quadro è persino grottesco. Non dimentichiamo che la diffusione della somministrazione di psicofarmaci ha raggiunto negli USA ben 11 milioni di bambini e adolescenti, alcuni dei quali si sono successivamente resi responsabili delle stragi in diverse scuole americane. Noi NON vogliamo che ciò accada anche in Italia” aggiunge il dott. Cestari, e prosegue: “l’unico modo per tutelare i bambini è rappresentato dalla corretta informazione alle famiglie e insegnanti sul problema e ampliando i meccanismi di controllo ai genitori e insegnati attraverso: 1) Un fermo NO all’introduzione ed effettuazione nelle scuole italiane di test per effettuare diagnosi sull’ADHD o altre presunte malattie mentali. 2) Un migliore controllo e maggiori avvisi agli utenti in relazione a farmaci che presentano gravi rischi per la salute di chi li assume, nonché di essere utilizzati come droghe e conseguentemente spacciati. Seguendo l'onda Statunitense, in Italia ben 82 centri sono stati accreditati per la diagnosi e cura dell'ADHD. “Nei fatti l’ADHD è solo un sintomo e la sua diagnosi non ha alcuna base scientifica, ciò è fin troppo noto nella comunità scientifica internazionale.” commenta la dott.sa Maria Elena Testa. Coordinatrice regionale del CCDU, e aggiunge “Siamo davvero sicuri che i genitori di un bambino difficile siano disposti a far assumere farmaci che possono produrre seri e imprevedibili effetti collaterali sui propri figli? E soprattutto, ne sono a conoscenza?”
PER INFORMAZIONI:
Dott. Roberto Cestari: 348-410.72.66 02-36.56.17.28
Dott.ssa Maria Elena Testa: 333-97.66.437
Ufficio Stampa CCDU ONLUS Coordinamento Regione Piemonte 011-245.88.47 Mobile 333-9766437 380 – 72.80.368 Email: ccdutrn@yahoo.it Sito internet: www.ccdu.org |
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